Un nuovo episodio scuote l'istituto comprensivo Giovanni Verga di Roma, nel quartiere Centocelle. All'interno di un gruppo WhatsApp di cui facevano parte diversi alunni della scuola, è comparso un messaggio che incitava a compiere un gesto violento ai danni di una professoressa dell'istituto, offrendo in cambio una ricompensa in carte Pokémon.
L'episodio è emerso a seguito della segnalazione di un genitore, che ha notato i contenuti inappropriati sul telefono del figlio, frequentante la prima media, scoprendo che diversi ragazzi erano stati inseriti nella chat a propria insaputa.
La segnalazione dei genitori e l'intervento della dirigenza
Il gruppo in questione, denominato "Assenza di massa", non era gestito dall'istituzione scolastica e non si esclude che a crearlo possano essere state anche persone esterne. Dopo la scoperta del messaggio, il genitore ha informato la comunità scolastica e le famiglie del quartiere, invitando i genitori a verificare l'uso dei telefoni da parte dei propri figli e a dialogare con loro sui rischi della rete.
La dirigenza scolastica dell'istituto Verga, guidata dalla preside Vanda Giacomini, è stata informata dell'accaduto e ha intrapreso le prime misure: la chat è stata chiusa e gli amministratori del gruppo sono stati individuati e convocati. Uno degli alunni ritenuto responsabile dei messaggi più gravi sarebbe stato ascoltato dalla presidenza e avrebbe dimostrato di aver compreso la gravità dell'azione compiuta.
Dall'istituto viene fatto sapere che la situazione è stata affrontata internamente e si ritiene al momento rientrata, in un clima di complessiva serenità. Le forze dell'ordine non sarebbero state ancora allertate.
Il precedente nello stesso istituto
L'accaduto ha inevitabilmente richiamato l'attenzione della comunità scolastica a causa di quanto avvenuto lo scorso 18 settembre nello stesso plesso, quando una docente di storia, Isabella Marsilio, era stata ferita con un coltello da un alunno di 13 anni durante l'orario delle lezioni, prima che un compagno di classe intervenisse per bloccarlo.
Il giovane coinvolto nell'aggressione di settembre, dopo un lungo periodo di ricovero presso il policlinico Umberto I, è stato recentemente inserito in una struttura educativa.