Una semplice domanda fatta in classe il giorno della festa del papà ha fatto emergere una drammatica storia di maltrattamenti e di lavoro minorile. La vicenda, avvenuta in provincia di Treviso, ha portato all'arresto e alla condanna in primo grado dei genitori dopo le indagini dei carabinieri.
La scoperta è avvenuta il 19 marzo 2025. Durante le lezioni, una professoressa ha chiesto a un alunno (all'epoca in prima media) se avesse comprato un regalo o avesse fatto gli auguri al padre. La risposta del ragazzo ha lasciato l'insegnante senza parole: “Non festeggio, mio papà è cattivo con me e mi picchia di continuo”.
La scoperta a scuola e l'indagine dei carabinieri
Dopo la segnalazione della docente alla presidenza, la scuola ha fatto scattare l'allarme che ha coinvolto i carabinieri. Ascoltato in forma protetta, il ragazzino ha raccontato di essere costretto a svegliarsi prestissimo la mattina per lavorare pesantemente nella stalla, un'attività che si ripeteva anche al ritorno da scuola senza la possibilità di svolgere i compiti.
Il dodicenne ha riferito di subire continue punizioni fisiche per qualsiasi motivo, anche banale, tramite l'utilizzo di una cintura usata come una frusta, e di subire percosse anche da parte dei fratelli. Agli atti dell'inchiesta risultava inoltre un episodio precedente, in cui l'adolescente era arrivato a scuola con una ferita sul viso, attribuita in un primo momento a un'aggressione con una forca e successivamente giustificata con una caduta in bicicletta.
Le telecamere nascoste e la condanna
Per verificare il racconto, i carabinieri hanno installato delle telecamere nascoste all'interno dell'abitazione, le cui immagini hanno confermato le violenze perpetrate dal padre e dai fratelli, mentre la madre non sarebbe mai intervenuta in sua difesa. In seguito all'ennesimo pestaggio violento è scattato l'arresto dei genitori.
Al termine del giudizio di primo grado, il padre e la madre sono stati condannati rispettivamente a cinque anni e mezzo e a quattro anni di reclusione. Per entrambi è stata disposta anche la sospensione della potestà genitoriale, stabilita per undici anni nei confronti del padre e per otto anni nei confronti della madre.
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Fonte: Today