Per nove insegnanti su dieci la priorità assoluta da inserire nella Legge di Bilancio 2027 è l'aumento degli stipendi. È quanto emerge da un'indagine online priva di valore scientifico, condotta da La Tecnica della Scuola tra il 2 e il 6 novembre 2026 su un campione di 630 docenti: l'87% degli intervistati indica l'adeguamento retributivo mensile come la misura principale attesa prima dell'approvazione definitiva del provvedimento, in un contesto segnato dalle proteste per i tagli agli organici scolastici.
Stipendi, burocrazia e classi pollaio: le priorità del personale
Accanto alla questione salariale, il personale docente segnala con forza la necessità di semplificare le procedure amministrative quotidiane. Il 70,5% dei partecipanti chiede una drastica riduzione della burocrazia, sintetizzata dalla testimonianza di uno dei docenti coinvolti: «Voglio fare il docente, non il segretario». Al terzo posto delle urgenze figura la riduzione del numero di alunni per classe, indicata dal 69,5% degli insegnanti.
- Ripristino della diaria per gli accompagnatori durante i viaggi di istruzione (59,5%);
- Formazione retribuita per il personale (46,2%);
- Contenimento dei progetti scolastici extra (42,1%);
- Elezione diretta del dirigente scolastico (31,6%).
Nelle risposte aperte fornite dai docenti vengono evidenziati ulteriori disagi: dall'introduzione dei buoni pasto al riconoscimento delle ore svolte a casa fuori dall'orario di servizio, fino all'inserimento della sindrome da burnout tra le malattie professionali. Forte anche la richiesta del rispetto del diritto alla disconnessione, con lo stop all'invio di circolari o comunicazioni scolastiche nel fine settimana e nei periodi di riposo.
I tagli in Manovra e le proteste dei sindacati
Le attese del mondo della scuola si scontrano con il testo del disegno di legge di bilancio varato dal Governo lo scorso 28 ottobre. Nel provvedimento è previsto un taglio complessivo di 7mila posti di lavoro nel comparto istruzione: quasi 5mila docenti dell'organico di potenziamento e oltre 2mila unità tra il personale ATA.
La misura ha scatenato la reazione unitaria delle rappresentanze sindacali CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal e ANIEF.
- Mercoledì 11 novembre: sit-in nazionale di protesta a Roma;
- Lunedì 16 novembre: assemblee in orario di servizio in tutti gli istituti scolastici italiani con trasmissione in streaming dei rappresentanti nazionali.
Contestualmente, anche le sigle FLC CGIL e Gilda Unams hanno confermato la propria contrarietà alle riduzioni d'organico, indicando nella giornata del 20 novembre la data per lo sciopero di categoria.
Immagine di copertina generata con l'intelligenza artificiale a scopo illustrativo: non ritrae persone, luoghi o istituti reali citati nell'articolo.




