Le recenti mobilitazioni studentesche e i tagli previsti nella manovra economica continuano a far discutere il mondo dell'istruzione. Secondo le accuse mosse da Massimo Gazza, segretario provinciale del Partito Democratico di Reggio Emilia, le riduzioni di risorse destinate alla scuola statale rappresenterebbero una risposta diretta alle proteste che hanno visto scendere in piazza centinaia di migliaia di studenti.
Nel dettaglio, il disegno di legge di bilancio prevede una diminuzione complessiva degli organici a partire dall'anno scolastico 2027/2028. I numeri evidenziati riguardano 4.925 docenti in meno e una riduzione di 2.049 unità per il personale ATA (amministrativi, tecnici e ausiliari), per un totale di 6.974 posti tagliati nella scuola statale.
A questi dati si sommano, secondo quanto riportato da una ricostruzione pubblicata da “La Scuola Oggi” e richiamata dal segretario dem, ulteriori riduzioni già previste dalla legge di bilancio 2025. Considerando i due interventi consecutivi, la contrazione complessiva degli organici arriverebbe a 14.808 posti tra personale docente e ATA.
Il confronto con le scuole paritarie
Sul fronte opposto, la polemica tocca il capitolo dei finanziamenti agli istituti privati paritari. Viene infatti confermato il buono scuola di 20 milioni di euro, che prevede un contributo fino a 1.500 euro per studente, già stabilito in precedenza e prorogato anche per il 2027. A ciò si aggiunge l'incremento di 110 milioni annui, a decorrere dal 2024, stabilito dalla legge di bilancio 2023.
Di fronte alla giustificazione del governo, che motiva la riduzione degli organici con il calo demografico e la diminuzione degli alunni, la replica critica solleva un interrogativo di fondo: le risorse risparmiate avrebbero potuto essere impiegate per abbassare il numero di studenti per classe, potenziare il sostegno scolastico e rafforzare i servizi, anziché procedere unicamente a un taglio del personale.
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Fonte: 24Emilia