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ADHD e autismo a scuola: come gestire in classe la doppia diagnosi

Autismo e ADHD possono coesistere nello stesso alunno. Ecco come riconoscerne i segnali, quali strumenti normativi adottare tra PEI e PDP e le strategie per la classe.

Redazione 6 novembre 2026 · 11:10 3 min di lettura

Dal 2013, con l'introduzione del manuale diagnostico DSM-5, è ufficialmente riconosciuta la possibilità di una doppia diagnosi di autismo e Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD) nello stesso individuo. Per i docenti e il gruppo classe, la compresenza dei due disturbi richiede un'osservazione attenta e l'adeguamento delle strategie didattiche e degli strumenti di pianificazione, come il Piano Educativo Individualizzato (PEI) o il Piano Didattico Personalizzato (PDP).

Come riportato da Voce della Scuola, la sovrapposizione tra le due condizioni è frequente: una meta-analisi condotta da Meng-Chuan Lai e colleghi su The Lancet Psychiatry stima la presenza dell'ADHD in circa il 28% delle persone autistiche, mentre uno studio successivo a cura di Ying Rong e colleghi indica una prevalenza che raggiunge il 38,5%.

Osservazione in classe e segnali da cogliere

L'insegnante non ha compiti diagnostici, ma riveste un ruolo fondamentale nel rilevare comportamenti ricorrenti e fornirne una traccia documentata ai servizi specialistici e alle famiglie.

Nel dialogo con i genitori è opportuno mantenere un approccio descrittivo e non etichettante. Laddove la famiglia desideri effettuare un primo approfondimento orientativo prima del consulto con la neuropsichiatria infantile, può essere segnalato l'utilizzo di strumenti di screening gratuiti e anonimi, come il portale testadhd.it (basato per gli adulti sulla scala ASRS dell'OMS), fermo restando che il risultato non costituisce una diagnosi e richiede sempre la valutazione dello specialista.

Inquadramento normativo: PEI o PDP?

Strategie didattiche raccomandate

Per sostenere l'apprendimento in presenza di autismo e ADHD.

Come sottolineato dagli esperti del settore, tra cui il professor Sven Bölte, un'inclusione efficace parte dal considerare l'alunno nella sua complessità, adattando la risposta didattica ai reali bisogni osservati sul campo.

Immagine di copertina generata con l'intelligenza artificiale a scopo illustrativo: non ritrae persone, luoghi o istituti reali citati nell'articolo.

Tags: docenti inclusione bes
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