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Università: 200 milioni per l'energia ma niente fondi per gli alloggi

La bozza della legge di Bilancio stanzia 200 milioni per l'efficientamento energetico delle università nel 2028, ma non prevede nuove risorse per il diritto allo studio.

Redazione 4 novembre 2026 · 18:00 3 min di lettura

Duecento milioni di euro di risorse aggiuntive per le università e altri 270 milioni liberati da vincoli di spesa. Sono i numeri presentati dal ministero dell'Università e della Ricerca, guidato da Anna Maria Bernini, in merito agli interventi contenuti nella bozza della legge di Bilancio 2027. La misura arriva mentre gli studenti protestano con tende davanti agli atenei per chiedere più alloggi e borse di studio, ma a un'analisi dettagliata del testo le risorse non sembrano destinate a queste finalità.

Efficientamento energetico e non diritto allo studio

A chiarire la natura dei fondi è la bozza della manovra, che all'articolo 80 specifica la destinazione dei 200 milioni di euro aggiuntivi rispetto ai circa 9,5 miliardi del Fondo di finanziamento ordinario (FFO). Le somme non saranno distribuite direttamente agli atenei per la didattica, ma saranno riservate per il solo 2028 a interventi di efficientamento energetico: 130 milioni andranno alle università statali, 55 agli enti pubblici di ricerca e 15 alle istituzioni dell'Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM).

I finanziamenti saranno gestiti tramite il ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica e il Gestore dei servizi energetici (GSE), e potranno essere impiegati esclusivamente per ridurre di almeno il 30% il fabbisogno di energia primaria degli edifici.

Come sottolineato dal sindacato FLC CGIL attraverso l'analisi di Claudio Musico, responsabile nazionale per l'università, nel testo della manovra «non c'è una lira in più né per il diritto allo studio né per finanziare l'aumento delle borse», lasciando così insoddisfatte le richieste degli studenti contro il caro affitti e la carenza di alloggi.

La gestione dei fondi e il turnover dei docenti

Un secondo blocco riguarda 270 milioni di euro che il ministero prevede di rendere disponibili sottraendoli a specifici vincoli di destinazione. Si tratta tuttavia di somme già presenti nel sistema e destinate in precedenza ai Dipartimenti di eccellenza, un programma avviato nel 2016. Alla conclusione del secondo ciclo 2023-2027, le risorse non saranno rinnovate ma ridistribuite agli atenei per progetti strategici di ricerca, didattica e infrastrutture.

Sul fronte del personale, l'articolo 66 della bozza introduce per il 2027 una limitazione del turnover dei professori universitari al 75%, con il ritorno al 100% previsto a partire dal 2028. Secondo le stime della FLC CGIL, la misura comporterà una riduzione dei docenti e ricercatori di ruolo rispetto alla fine del 2026, replicando gli effetti già registrati in passato.

Le altre misure della manovra

Immagine di copertina generata con l'intelligenza artificiale a scopo illustrativo: non ritrae persone, luoghi o istituti reali citati nell'articolo.

Fonte: Open

Tags: sindacati universita normativa
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