L'Università della Valle d'Aosta diventa la prima sede universitaria in Italia interamente accessibile alle persone cieche e ipovedenti, grazie alla collocazione di 78 codici NaviLens all'interno della struttura. Come riferito dall'agenzia ANSA, il traguardo è stato annunciato nell'ambito della presentazione del progetto "Sensi + - Tecnologia per l'autonomia".
Come funzionano i codici per l'orientamento negli spazi
I segnalatori NaviLens sono particolari codici a matrice cromatica ad alto contrasto, pensati per consentire il puntamento da parte della fotocamera dello smartphone anche a distanza e con l'utente in movimento. Disposti nei pressi di aule, scale, corridoi e ascensori, i codici forniscono indicazioni vocali e informazioni dettagliate sulla conformazione dell'edificio.
Attraverso il sistema, le persone con disabilità sensoriali o cognitive possono risalire in autonomia agli orari delle lezioni, alle caratteristiche specifiche dei singoli ambienti didattici e alle indicazioni per raggiungere i diversi piani della struttura.
La rete dei promotori e i commenti
La realizzazione dell'iniziativa è stata curata da Simone Agrestini e Maria Cosentino della cooperativa C'era l'Acca, in sinergia con l'ateneo. Il percorso vede come ente capofila l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI), insieme all'Ente Nazionale Sordi, al Coordinamento Disabilità Valle d'Aosta e all'Assessorato regionale alla Sanità, Salute e Politiche Sociali.
Nel corso della presentazione, la rettrice Manuela Ceretta ha rimarcato il ruolo dell'ateneo nel tessuto sociale:
«L'Università è certamente il luogo della formazione, della ricerca e della vita accademica, ma è anche un'istituzione pubblica, un presidio culturale e uno spazio del territorio».
Luigi Giunta, presidente della sezione valdostana dell'UICI, ha sottolineato come il progetto sia l'avvio di un percorso integrato:
«Questo passaggio non è l'ultimo, anzi direi che è il primo, perché è nostra intenzione, anche come ulteriore forma di collaborazione con l'università, di offrire altre opportunità perché l'università, la didattica, l'editoria diventino sempre più accessibili».
L'efficacia della strumentazione è stata richiamata anche dalla testimonianza di Giulia Consiglio, studentessa ipovedente dell'ateneo, che ha evidenziato come la tecnologia possa «aiutare ad accedere alle informazioni e risparmiare tempo» negli spostamenti quotidiani legati allo studio.
Immagine di copertina generata con l'intelligenza artificiale a scopo illustrativo: non ritrae persone, luoghi o istituti reali citati nell'articolo.