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Scuola

Studenti e intimidazioni: la scuola chiede risposte

Dopo gli episodi da chiarire al Cassini e al Klee-Barabino, Genova Inclusiva chiede sicurezza, risorse e ascolto per gli studenti.

Francesco Perrone 4 novembre 2026 · 19:15 2 min di lettura

In seguito ai fatti da verificare nei plessi Cassini e Klee-Barabino, l'associazione Genova Inclusiva interviene invocando tutele adeguate, fondi adeguati e spazi di ascolto per la comunità scolastica.

GENOVA — Prima fare chiarezza sulle dinamiche, poi definire le responsabilità. Senza però mettere in secondo piano le istanze portate avanti dagli studenti. È la posizione espressa da Genova Inclusiva a seguito dei fatti segnalati nel comunicato, che si sarebbero verificati tra la notte del 3 e la mattinata del 4 novembre 2026 nelle scuole Cassini e Klee-Barabino. Sulla vicenda sono in corso gli accertamenti da parte degli organi competenti per delineare l'esatta successione degli eventi.

Nel documento viene richiamato il precedente avvenuto nel 2025 al liceo Da Vinci, segnato dall'ingresso di soggetti muniti di spranghe e tubi di ferro. Da qui la presa di posizione: «La violenza non è protesta» e non può trasformarsi in un metodo di intimidazione nei confronti di chi sta manifestando.

Solidarietà agli studenti e richieste alle istituzioni

La vicinanza viene espressa verso i ragazzi e le ragazze impegnati in occupazioni e mobilitazioni per il miglioramento dell'istruzione. L'appello indirizzato a Esecutivo nazionale, amministrazione regionale e giunta comunale chiede maggiori finanziamenti, docenti formati e strutture scolastiche sicure e aperte a tutti. «Non chiedono privilegi, ma il diritto a un futuro», sottolinea l'associazione.

La nota sposta quindi il fuoco sui problemi strutturali degli edifici, evidenziando tetti che perdono, problemi igienico-sanitari legati ai roditori, carenze di organico e barriere che limitano l'utilizzo dei servizi per gli alunni con disabilità. Difficoltà che rendono urgente un intervento concreto per garantire il diritto allo studio.

Per quanto riguarda le occupazioni, l'organizzazione separa il dibattito politico dalla condanna netta di ogni forma di minaccia: si può discutere sui metodi della protesta, ma l'uso della forza per intimidire i giovani è inaccettabile. Nel caso in cui le intimidazioni trovassero riscontro, i responsabili dovranno risponderne.

«Agli studenti servono risposte, non spranghe. Alla scuola servono risorse, non tagli»

Questa la sintesi dell'appello rivolto alle istituzioni: ascoltare prima che il disagio diventi emergenza e garantire una scuola pubblica dignitosa, sicura e inclusiva.

Immagine di copertina generata con l'intelligenza artificiale a scopo illustrativo: non ritrae persone, luoghi o istituti reali citati nell'articolo.

Tags: scuola cronaca cronaca
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