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Scuola

Genova Inclusiva: la Costituzione non è un menù sulla manovra

L'associazione Genova Inclusiva annuncia un esposto alla Corte dei conti e una segnalazione alla Corte costituzionale contro la manovra 2027.

Francesco Perrone 4 novembre 2026 · 19:25 2 min di lettura

Chi paga il prezzo delle scelte di bilancio? Per Genova Inclusiva, il rischio è che il conto ricada sulle famiglie e su chi dipende ogni giorno dalla scuola e dalla sanità pubbliche. L’associazione mette al centro del dibattito sulla manovra 2027 una domanda: quale spazio avranno i diritti nelle priorità della spesa?

Il portavoce Marco Macrì ha annunciato l’invio via PEC di un esposto alla Corte dei conti nazionale e di una segnalazione alla Corte costituzionale, chiedendo verifiche nell’ambito delle rispettive competenze. Al centro dell’iniziativa ci sono le scelte di bilancio e le loro possibili conseguenze sui servizi pubblici.

Le critiche a scuola, sanità e spese militari

Genova Inclusiva contesta quello che considera un doppio binario: da un lato la riduzione degli organici della scuola statale, dall’altro i contributi per le rette delle paritarie. Sul fronte sanitario, l’associazione richiama un bonus da 300 euro per il ricorso al privato e un prospettato ridimensionamento delle risorse pubbliche negli anni successivi, precisando che misure e importi restano da verificare sul testo definitivo della manovra.

La preoccupazione riguarda soprattutto chi ha meno alternative: persone con disabilità, malati rari, pazienti oncologici e famiglie fragili. Da anni l’associazione rivendica una scuola realmente inclusiva, insegnanti formati e adeguatamente retribuiti e il diritto alla cura per tutti, temendo che l’indebolimento dei servizi pubblici costringa i cittadini a pagare per prestazioni che dovrebbero essere accessibili.

Nel ragionamento di Macrì, il punto di riferimento è la Costituzione: l’associazione richiama gli articoli 2 e 3 per la tutela dei diritti e la rimozione degli ostacoli economici e sociali, l'articolo 32 per la salute, e gli articoli 33 e 34 per l’istruzione, affiancandoli all'equilibrio di bilancio e al buon andamento della pubblica amministrazione previsti dagli articoli 81 e 97.

La critica investe anche la spesa per il riarmo. Richiamando il ripudio della guerra espresso dall’articolo 11, Genova Inclusiva denuncia il rischio di trasferire sulle generazioni future il peso di queste scelte, sottolineando che la sicurezza non si misura soltanto in armamenti, ma anche nella possibilità di trovare cure accessibili, scuole funzionanti e diritti garantiti.

L'associazione chiarisce che non si tratta di una contestazione della libertà delle scuole paritarie o dell’esistenza della sanità privata, ma delle priorità politiche che potrebbero rendere più fragile il servizio pubblico. «La Costituzione non è un soprammobile da citare nelle celebrazioni: è un impegno da rispettare», afferma Macrì, soprattutto quando si decide come spendere il denaro dei contribuenti.

Tags: sindacati scuola cronaca
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