Un pesante raid aereo ha colpito il centro abitato di Komyshuvakha, nella regione di Zaporizhzhia, centrando un edificio scolastico impiegato come punto di accoglienza e distribuzione di aiuti umanitari alla popolazione. A darne notizia è il presidente ucraino Volodymyr Zelensky attraverso un messaggio diffuso su X, spiegando che le bombe aeree hanno devastato la struttura mentre i cittadini si trovavano all'interno per ricevere assistenza.
Secondo quanto riportato dall'ANSA e dal Servizio statale per le emergenze ucraino, il bilancio dell'attacco conta 24 vittime accertate, tra cui si registrano due soccorritori e quattro agenti di polizia. I feriti sono cinque, compresi due operatori dei soccorsi. Mykhailo Semikin, capo dell'amministrazione militare di Zaporizhzhia, ha precisato che il centro del villaggio è stato bersagliato da almeno nove bombe guidate Fab-3000 e si contano ancora più di venti persone disperse per le quali continuano le ricerche tra le macerie. Ulteriori vittime sono state segnalate nelle medesime ore anche a Izyum e nella regione di Kherson.
Allarmi hacker sulle app di emergenza
L'attacco aereo segue di poche ore un'ampia azione informatica che ha mandato in tilt i sistemi mobili di allerta antiaerea sia in Ucraina sia in Russia. Nel corso della notte, sulle applicazioni telefoniche dei cittadini ucraini sono comparsi messaggi automatici di falso allarme che notificavano imminenti minacce nucleari, chimiche o scontri aperti nelle strade di Kiev.
Poche ore più tardi, un'analoga violazione ha interessato la Russia. Il ministero per le situazioni di emergenza russo ha confermato l'attacco informatico, spiegando che i pirati informatici sono riusciti a diffondere avvisi mendaci di attacchi imminenti in 33 regioni su 89. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha minimizzato l'accaduto riferendo che i tentativi di intrusione informatica avvengono quotidianamente, mentre fonti locali collegano la violazione a una rivendicazione del gruppo hacker Hitcore.
Missioni umanitarie e scenari energetici
Sul fronte dei soccorsi nelle aree di conflitto, si è nel frattempo conclusa la tregua locale a Oleshky. L'intervento ha permesso l'evacuazione di circa 800 persone e la consegna di aiuti di prima necessità nella zona. In merito a questo intervento, il commissario ucraino per i diritti umani Dmytro Lubinets e la controparte russa Yana Lantratova hanno concordato la presentazione di un appello congiunto rivolto alla First lady statunitense Melania Trump, con l'obiettivo di estendere l'attività di assistenza umanitaria ad altri centri abitati in condizione di emergenza.
Sul piano dei contatti internazionali, come riportato dal Wall Street Journal, emergono infine indiscrezioni circa trattative preliminari sostenute dagli Stati Uniti per valutare un'eventuale ripresa del transito di gas naturale russo verso l'Europa attraverso le condotte ucraine, nel quadro delle discussioni su una tregua energetica per la stagione invernale. Ipotesi su cui Peskov ha tuttavia espresso forte cautela, definendo allo stato attuale quasi impossibile il ripristino dei flussi.