L'iter della legge di Bilancio è iniziato formalmente alla Camera tra le tensioni con le parti sociali e i rilievi di diversi settori, compresi il mondo della scuola e della previdenza. Come riporta l'agenzia ANSA, il vicepremier e segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, ha aperto alla possibilità di introdurre correttivi in materia pensionistica, pur precisando che la risicatezza delle risorse disponibili impone paletti molto rigidi.
Pensioni e scuola al centro dei confronti
Sul fronte previdenziale, Forza Italia ha avviato una serie di consultazioni con i rappresentanti sindacali, partendo dal confronto tra Tajani, i capigruppo Stefania Craxi ed Enrico Costa e la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola. La priorità indicata dagli azzurri riguarda la previdenza dedicata alle forze armate, con l'intenzione di valutare emendamenti e soluzioni concordate nella maggioranza.
Tuttavia, qualsiasi intervento sugli assegni deve fare i conti con la stretta sulle rivalutazioni per le pensioni superiori a quattro volte il minimo. Resta infatti difficile trovare risorse alternative per ammorbidire il blocco del recupero dell'inflazione, considerato il margine limitato concesso dai vincoli europei.
Parallelamente, cresce la protesta nel comparto istruzione. I sindacati contestano le misure contenute nel testo e si dicono pronti allo sciopero qualora i tagli previsti non vengano ritirati dal governo.
La posizione della maggioranza sulle cattedre
Dalla maggioranza di governo arrivano rassicurazioni sull'impatto dei provvedimenti per la scuola. Il parlamentare Raffaele Speranzon ha respinto le critiche definendole infondate, evidenziando come il calo demografico comporti una riduzione della popolazione scolastica pari a circa l'1,5% all'anno.
Secondo le cifre difese dalla maggioranza, la manovra garantisce la copertura del turnover dei docenti al 99,5%, determinando di fatto una proporzione favorevole con un maggior numero di cattedre pro capite rispetto al passato.
I tempi della manovra in Parlamento e le coperture
L'organizzazione dei lavori entra nella fase operativa presso la Commissione Bilancio della Camera, presieduta da Giuseppe Mangialavori. Entro la settimana verrà definito il piano delle audizioni e fissato il termine per la presentazione degli emendamenti, atteso indicativamente tra il 17 e il 18 novembre.
La tabella di marcia prevedibile ipotizza l'approvazione al Montecitorio poco prima delle festività natalizie (tra il 21 e il 23 dicembre), con il successivo passaggio blindato al Senato prima del nuovo anno per evitare l'esercizio provvisorio. Resta comunque il nodo delle risorse a disposizione del Parlamento per modificare il testo: la dotazione per gli emendamenti ammonta a soli 120 milioni di euro per il 2027 e altrettanti per il 2028, con tagli previsti anche in altri capitoli di spesa, come il fondo per il soccorso civile e le calamità naturali, ridotto di 1,2 miliardi nel triennio e destinato a essere reintegrato solo a partire dal 2030.
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