AMP ⚡
Scuola

Stranieri in classe e calo italiani: la mappa del Ministero

Dal decreto Scuola arriva il nuovo limite del 30% per gli studenti stranieri. I dati del Ministero fotografano la situazione in Italia.

Redazione 2 novembre 2026 · 10:10 3 min di lettura

Da Prato a Piacenza: la top 10 degli stranieri in classe. Italiani in calo ovunque

Non è ancora chiaro quante classi saranno interessate dal nuovo limite del 30% di studenti provenienti dall’estero, introdotto dal decreto Scuola (Dl n. 170/2026) entrato in vigore il 1° ottobre scorso e attualmente all’esame del Senato in prima lettura. Secondo le stime, la quota interessata potrebbe essere minima: la soglia per la formazione delle classi, valida dall’anno scolastico 2027/2028 e per i nuovi arrivi del 2026/27, prevede infatti due eccezioni codificate. Per gli alunni della primaria è richiesto aver frequentato almeno due anni di scuola dell’infanzia, mentre per le medie e le superiori averne alle spalle tre con la promozione.

Alla base della misura del Governo vi è un duplice fenomeno evidenziato nella relazione illustrativa del decreto: da un lato l'aumento degli studenti stranieri, dall'altro la diminuzione di quelli italiani. Come riporta l'analisi dei dati del Ministero dell'Istruzione e del Merito, tra il 2019/20 e il 2024/25 gli alunni stranieri sono cresciuti del 10,13%, mentre quelli italiani sono calati dell’8,27%. In cinque anni si contano 83.835 nuovi alunni stranieri a fronte di circa 612mila italiani in meno.

La distribuzione sul territorio: il divario tra Nord e Sud

La dinamica demografica nazionale presenta grandi differenze territoriali. Tra le province con la maggiore incidenza di alunni senza cittadinanza italiana in base ai dati del Mim spicca Prato con il 29,4%, seguita da Piacenza al 25,7% e Imperia al 22,5%, a fronte di una media nazionale dell'11,8%.

Le prime venti posizioni della graduatoria, fatta eccezione per Prato, si trovano interamente al Nord, con Milano che si colloca al 12° posto con il 19,84% di alunni stranieri. Nel Mezzogiorno la prima provincia è Ragusa, che arriva al 41° posto con il 14,2%. Il divario emerge osservando le province che superano il 10% di studenti stranieri: nel Centro-Nord sono 60 su 66, mentre nel Mezzogiorno appena 3 su 38 (Ragusa, L’Aquila e Teramo).

Tuttavia, le province meridionali registrano la crescita percentuale più forte negli ultimi cinque anni. In Campania, Salerno e Avellino hanno segnato incrementi rispettivamente del 40% e del 38%, seguite da Napoli (+27%) e Caserta (+25%). Sul fronte opposto, il calo degli italiani coinvolge tutte le regioni, con la Sardegna in cima alle aree più colpite, seguita da Basilicata e Puglia, mentre al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia spetta il primato negativo al Nord.

I dati per ordine di scuola

Analizzando i gradi di istruzione, la percentuale più alta di studenti stranieri si registra nella scuola primaria (14,3%), seguita dalle medie (12,9%), dall'infanzia (12,6%) e dalle superiori (8,7%). Prato e Piacenza mantengono le incidenze più elevate in tutti i cicli, con picchi del 36,1% alle medie a Prato e del 32,2% alla primaria a Piacenza, mentre all'estremo opposto Oristano si ferma all'1,55% alle superiori e all'1,8% alla primaria.

Immagine di copertina generata con l'intelligenza artificiale a scopo illustrativo: non ritrae persone, luoghi o istituti reali citati nell'articolo.

Fonte: Il Sole 24 Ore

Tags: cronaca docenti normativa
Condividi:

Segui News Istruzione su Google News

Resta aggiornato sulle ultime notizie dal mondo della scuola

Segui

Visualizza versione completa