Il Disegno di legge di bilancio per il 2027 prevede interventi limitati per il settore universitario, introducendo una nuova riduzione del turn-over al 75% e nessuna risorsa aggiuntiva per il diritto allo studio. A tracciare il quadro è la FLC CGIL nel suo comunicato ufficiale, che contesta le misure contenute nel testo approvato dal Consiglio dei Ministri, definendo le risorse annunciate come meri spostamenti contabili e fondi vincolati a scopi specifici.
Turn-over ridotto al 75% e vincoli sul personale
Una delle norme centrali riprese dal sindacato è l'articolo 66 del testo, che fissa il turn-over al 75% per il 2027 nelle università (limitatamente ai professori), negli enti pubblici di ricerca, nell'AFAM e nelle amministrazioni dello Stato. Gli atenei e le istituzioni coinvolte dovranno ridurre le dotazioni organiche e versare i relativi risparmi all'erario entro il 30 aprile di ciascun anno.
Secondo le stime FLC CGIL, questa misura si somma a quella già introdotta con la manovra 2025, che aveva comportato un taglio di circa 40 milioni di euro e quasi 300 punti organico. L'articolo 108 stabilisce inoltre che, per il personale assunto tramite bandi finanziati da soggetti esterni, alla scadenza della copertura finanziaria l'eventuale stabilità del posto andrà a gravare sulle facoltà assunzionali ordinarie degli atenei.
Analisi delle risorse: fondi energetici e Fondo di Finanziamento Ordinario
- Articolo 80: assegna 130 milioni di euro alle università, 15 milioni all'AFAM e 55 milioni agli enti di ricerca. Tali somme arriveranno soltanto nel 2028 attraverso il Ministero dell'Ambiente e il Gestore Servizi Elettrici (GSE), con il vincolo esclusivo di ridurre i consumi energetici degli edifici (senza possibilità di utilizzo per il personale o per i servizi agli studenti).
- Articolo 108: dispone la chiusura della programmazione dei Dipartimenti di eccellenza, facendo confluire le relative risorse nel Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO), ferme restando le destinazioni già stabilite.
- Articolo 107: ridestina dal 2028 le risorse previste dalla legge 232/2016 e introduce, a decorrere dal 2029, uno stanziamento di 15 milioni di euro all'anno per contratti post-doc della durata di un anno, cofinanziati al 50% da atenei ed enti.
Diritto allo studio, precariato ed FFO
Sul fronte del diritto allo studio, la FLC CGIL evidenzia l'assenza nel disegno di legge di stanziamenti dedicati a borse di studio, alloggi o servizi per la popolazione studentesca. Contestualmente, la certezza delle risorse del FFO per il 2026 — confermato a livello nominale a 9,365 miliardi di euro — si scontra con una previsione inflazionistica superiore al 3% e con gli adeguamenti stipendiali previsti per il personale docente e per il personale tecnico, amministrativo, bibliotecario e CEL (quest'ultimo pari all'1,8%).
Per quanto riguarda il personale precario, l'organizzazione sindacale segnala che non sono presenti misure di stabilizzazione per i ricercatori, mentre sono in scadenza oltre 4.000 contratti RTDa e quasi 9.000 assegni di ricerca, dopo un biennio in cui si sono registrate 20.000 uscite dal sistema universitario. In risposta a questo quadro, il sindacato ha confermato la propria adesione allo sciopero generale indetto per il 20 novembre.
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