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Manovra 2027 e Università: FLC CGIL denuncia tagli al turnover e risorse

La FLC CGIL analizza il disegno di legge di bilancio 2027: taglio del turn-over al 75%, spostamenti contabili sul FFO e nessuna risorsa per il diritto allo studio.

Redazione 2 novembre 2026 · 09:25 3 min di lettura

Il Disegno di legge di bilancio per il 2027 prevede interventi limitati per il settore universitario, introducendo una nuova riduzione del turn-over al 75% e nessuna risorsa aggiuntiva per il diritto allo studio. A tracciare il quadro è la FLC CGIL nel suo comunicato ufficiale, che contesta le misure contenute nel testo approvato dal Consiglio dei Ministri, definendo le risorse annunciate come meri spostamenti contabili e fondi vincolati a scopi specifici.

Turn-over ridotto al 75% e vincoli sul personale

Una delle norme centrali riprese dal sindacato è l'articolo 66 del testo, che fissa il turn-over al 75% per il 2027 nelle università (limitatamente ai professori), negli enti pubblici di ricerca, nell'AFAM e nelle amministrazioni dello Stato. Gli atenei e le istituzioni coinvolte dovranno ridurre le dotazioni organiche e versare i relativi risparmi all'erario entro il 30 aprile di ciascun anno.

Secondo le stime FLC CGIL, questa misura si somma a quella già introdotta con la manovra 2025, che aveva comportato un taglio di circa 40 milioni di euro e quasi 300 punti organico. L'articolo 108 stabilisce inoltre che, per il personale assunto tramite bandi finanziati da soggetti esterni, alla scadenza della copertura finanziaria l'eventuale stabilità del posto andrà a gravare sulle facoltà assunzionali ordinarie degli atenei.

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Diritto allo studio, precariato ed FFO

Sul fronte del diritto allo studio, la FLC CGIL evidenzia l'assenza nel disegno di legge di stanziamenti dedicati a borse di studio, alloggi o servizi per la popolazione studentesca. Contestualmente, la certezza delle risorse del FFO per il 2026 — confermato a livello nominale a 9,365 miliardi di euro — si scontra con una previsione inflazionistica superiore al 3% e con gli adeguamenti stipendiali previsti per il personale docente e per il personale tecnico, amministrativo, bibliotecario e CEL (quest'ultimo pari all'1,8%).

Per quanto riguarda il personale precario, l'organizzazione sindacale segnala che non sono presenti misure di stabilizzazione per i ricercatori, mentre sono in scadenza oltre 4.000 contratti RTDa e quasi 9.000 assegni di ricerca, dopo un biennio in cui si sono registrate 20.000 uscite dal sistema universitario. In risposta a questo quadro, il sindacato ha confermato la propria adesione allo sciopero generale indetto per il 20 novembre.

Immagine di copertina generata con l'intelligenza artificiale a scopo illustrativo: non ritrae persone, luoghi o istituti reali citati nell'articolo.

Tags: sindacati precariato cronaca
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