Negli ultimi dieci anni i corsi di dottorato di ricerca in Italia sono aumentati di ben due terzi, spinti in modo significativo dagli investimenti straordinari del PNRR. Tuttavia, fuori dall'ambito accademico, il mercato del lavoro fa ancora fatica ad assorbire queste figure ad alta specializzazione.
A tracciare questo quadro è un'analisi pubblicata da Il Sole 24 Ore, emersa incrociando le rilevazioni ufficiali sulla diffusione dei dottorati diffuse dal Ministero dell'Università e della Ricerca (MUR) con le valutazioni contenute nell'ultimo rapporto AlmaLaurea.
Aumentano i titoli, ma il mercato extra-ateneo stenta
Se da un lato i finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza hanno garantito un'espansione consistente dei dottorati, dall'altro lato rimangono evidenti difficoltà nell'inserimento professionale al di fuori degli atenei. Sia nel settore pubblico sia in quello privato, le carriere stentano infatti a riconoscere un reale valore aggiunto a chi ha conseguito un titolo di alta specializzazione.
Un disallineamento tra il percorso di studio avanzato e le opportunità concrete d'impiego che lancia più di un'ombra sul futuro e sulle prospettive dei PhD nel nostro Paese.
Immagine di copertina generata con l'intelligenza artificiale a scopo illustrativo: non ritrae persone, luoghi o istituti reali citati nell'articolo.