Continua il dibattito sull'organizzazione del servizio di trasporto pubblico scolastico, influenzato dall'introduzione della settimana corta. I consiglieri provinciali Riccardo Strappa e Roberto Borboglini segnalano che la situazione non è destinata a cambiare, con i ragazzi costretti ad attendere più di un'ora l'arrivo dell'autobus per il rientro a casa, senza alcun riparo.

La replica della Provincia e il nodo delle coincidenze

Sulla questione è intervenuto il presidente della Provincia, Michele Ortenzi, rispondendo a un'interrogazione dei consiglieri di minoranza. Nello specifico, l'ente provinciale ha evidenziato che le attese degli studenti variano dai venti ai novanta minuti, attribuendo la responsabilità ai dirigenti scolastici per la mancata rimodulazione degli orari d'uscita degli istituti.

Dall'altra parte, l'azienda di trasporto Trasfer avrebbe ribadito negli incontri avviati a partire da gennaio che, in assenza di orari d'uscita uniformi tra le scuole, non sarebbe possibile garantire un autobus per ogni singola fascia oraria di uscita.

Le richieste sindacali e studentesche

Stando a quanto emerge, le corse e i chilometri previsti per il sabato sarebbero stati redistribuiti sui giorni di rientro, mentre le richieste avanzate alla Regione prevedono un rinvio della soluzione al prossimo anno scolastico.

I consiglieri Strappa e Borboglini contestano inoltre la decisione di non istituire un tavolo di confronto permanente tra studenti, genitori, scuole e Provincia, richiesto a più riprese e sul quale anche l'azienda Trasfer si sarebbe detta d'accordo.

Immagine di copertina generata con l'intelligenza artificiale a scopo illustrativo: non ritrae persone, luoghi o istituti reali citati nell'articolo.

Fonte: il Resto del Carlino