Nel comparto scuola le retribuzioni contrattuali hanno registrato a settembre 2026 un incremento tendenziale del +5,5% su base annua, il valore più alto tra tutti i settori dell'economia. Tuttavia, la stima preliminare Istat sull'inflazione di ottobre segna un'accelerazione dei prezzi al 5,4%, annullando quasi completamente il margine di vantaggio rispetto al costo della vita accumulato nel mese precedente.
I dati Istat sulle retribuzioni: scuola in testa al settore pubblico
Secondo il report dell'Istat sul terzo trimestre 2026 relativo alle retribuzioni contrattuali, pubblicato lo scorso 30 ottobre, l'indice complessivo dell'economia è cresciuto del 2,5% su base annua (+2,3% nel settore privato e +3,2% nella pubblica amministrazione). Il comparto scuola guida la classifica nazionale con un incremento del +5,5% a settembre 2026 rispetto a settembre 2025.
I primi effetti delle tabelle contrattuali si erano già evidenziati nel mese di agosto, con un aumento medio della retribuzione mensilizzata per dipendente di 71 euro sul mese precedente e un rialzo dell'indice orario del 2,8%. Il peso del settore scolastico è significativo sull'intera pubblica amministrazione, rappresentando il 9,058% del monte retributivo totale dell'economia.
Come analizzato da Informazionescuola.it, pur non citando l'Istat lo specifico provvedimento contrattuale all'origine del rialzo, l'incremento recepito nel trimestre coincide temporalmente con l'applicazione del CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027, sottoscritto all'ARAN il 1° luglio 2026.
L'impatto in busta paga e la spinta dell'inflazione
Il dato del +5,5% non va inteso come un aumento fisso ed eguale per ogni busta paga: si tratta dell'indice medio di crescita delle retribuzioni contrattuali di settore. Gli importi effettivi percepiti da ciascun dipendente dipendono infatti dal profilo professionale, dalla fascia di anzianità e dalle voci accessorie spettanti.
A fronte del recupero registrato a settembre — quando il +5,5% della scuola superava l'inflazione del 4,2% di 1,3 punti percentuali — il quadro si è riallineato a ottobre. La stima preliminare dei prezzi al consumo (indice NIC) indica infatti per ottobre 2026 un'inflazione del +5,4% su base annua (con un +0,9% congiunturale su mese), mentre l'indice armonizzato IPCA si attesta al +5,6%.
- Beni energetici regolamentati: passati dal +25,8% al +59,5%;
- Beni energetici non regolamentati: dal +22,5% al +29,4%;
- Alimentari non lavorati: da +5,5% a +7,5%;
- Servizi di trasporto: da +1,6% a +3,1%.
L'inflazione di fondo, al netto di energetici e alimentari freschi, resta al 2,0%, mentre l'inflazione acquisita per il 2026 si attesta al +3,4%. In attesa dei dati sulle retribuzioni relativi al quarto trimestre, l'impatto dei rincari energetici di ottobre riassorbe il margine precedentemente conquistato dagli stipendi del personale scolastico.
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Fonte: Informazione Scuola