Settecentoquattordici bambini delle scuole primarie sono pronti a trasformarsi in giurati per scegliere una storia da far vivere tra le pagine di un libro illustrato. Torna per il sesto anno consecutivo il progetto Gutenberg, l'iniziativa di promozione della lettura che coinvolge sei Comuni e punta a rendere i più piccoli protagonisti della produzione editoriale.

Come funziona l'iniziativa

Il percorso vede la partecipazione degli alunni delle classi quarte e quinte delle scuole primarie di Fucecchio, Barberino Tavarnelle, Greve in Chianti, Reggello, Montaione e Gambassi Terme. A Fucecchio il via ufficiale è arrivato giovedì scorso con la consegna, alle classi quarte, delle dieci fiabe finaliste del concorso nazionale di scrittura.

Ad accogliere gli studenti è stata la sindaca Emma Donnini, che ha affidato loro il compito di giudici. Ciascun bambino ha ricevuto un tesserino, un quaderno con i racconti in gara e una scheda per esprimere la propria preferenza. Gli alunni avranno quaranta giorni di tempo per leggere le storie e decretare la fiaba vincitrice, che sarà pubblicata a maggio.

Le illustrazioni e la fase finale

Il coinvolgimento dei giovani giurati proseguirà anche nei mesi successivi. A febbraio, infatti, i bambini saranno chiamati a scegliere tra le dieci illustrazioni finaliste quella più adatta ad accompagnare il racconto. Successivamente, l'artista vincitore completerà il volume con ulteriori tavole.

Al termine del percorso ogni alunno riceverà una copia del libro, realizzato anche grazie alle proprie decisioni. Ideato e coordinato da Terzostudio, il progetto è sostenuto dai sei Comuni coinvolti e realizzato con la collaborazione degli istituti scolastici e degli insegnanti.

"È un progetto a cui l’amministrazione ha sempre creduto e continua a credere per l’alto valore pedagogico e il coinvolgimento diretto di alunni e alunne", ha dichiarato la sindaca Donnini, rivolgendo un ringraziamento a Terzostudio, in particolare ad Alice Masoni, alla dirigente scolastica Angela Surace e a tutte le insegnanti.

Fonte: La Nazione