Le manifestazioni studentesche e sindacali organizzate il 30 ottobre, iniziate in modo pacifico in molte città d'Italia, sono culminate nel pomeriggio in momenti di forte tensione, guerriglia urbana e scontri con le forze dell'ordine, come riportato da Il Messaggero.
La situazione a Roma
Nella Capitale la protesta è cambiata nel corso del pomeriggio, sotto la spinta dei centri sociali e dei collettivi studenteschi. Intorno alle 14 il corteo dell'Usb è arrivato in via dei Fori Imperiali, dove sindacalisti e lavoratori hanno montato una ventina di tende con l'intenzione di mantenere un presidio fino all'assemblea nazionale prevista per domenica.
Una parte del corteo, composta dai centri sociali, ha deviato imboccando via degli Annibaldi. Una frangia di manifestanti a volto coperto e interamente vestiti di nero ha raggiunto via Claudia, in direzione del Celio, attaccando gli agenti schierati e aggredendo alcuni commercianti. I dimostranti hanno poi proseguito tentando di raggiungere Palazzo Chigi e Montecitorio, scontrandosi con le forze dell'ordine nei pressi di Ponte Sisto e su Lungotevere Testaccio, dove sono entrati in azione gli idranti della polizia. Il bilancio nella Capitale registra la denuncia di otto persone per travisamento e resistenza a pubblico ufficiale e l'identificazione di altre 200, mentre si valuta la contestazione del blocco stradale.
Le proteste a Torino e nel resto d'Italia
Momenti di alta tensione si sono registrati anche a Torino, dove il corteo ha raggiunto piazza Castello. Davanti alla prefettura i manifestanti, tra cui giovani del centro sociale Askatasuna, hanno lanciato letame, uova e vernice rossa contro gli agenti, che hanno risposto con l'uso degli idranti. In serata la protesta è ripresa in via Roma con bottiglie lanciate contro le forze dell'ordine e l'uso di manganelli e lacrimogeni. Il bilancio provvisorio parla di cinque fermati e due manifestanti feriti.
A Milano la mobilitazione ha coinvolto circa 40 mila persone in due cortei confluiti in piazzale Loreto. La marcia si è conclusa in tangenziale con l'affissione di uno striscione, petardi e scritte sui muri. Scontri e contusi tra manifestanti e forze dell'ordine si sono verificati anche a Mestre e a Vicenza, dove sono stati lanciati fumogeni e razzi ad altezza uomo.
La mobilitazione ha interessato inoltre i porti, con un'iniziativa sindacale contro il traffico di armi che ha coinvolto oltre 100 scali in 17 Paesi, registrando ingressi in corteo nelle aree portuali a Genova e Napoli.
Il bilancio del Viminale
In serata il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi è intervenuto per ringraziare le forze dell'ordine, sottolineando l'equilibrio e l'efficacia dei dispositivi messi in campo per tutelare il diritto di manifestare pacificamente nonostante i disordini. Il ministro ha inoltre espresso vicinanza e un augurio di pronta guarigione agli operatori rimasti feriti durante le aggressioni.
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