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Scuola

Studenti in piazza ad Ancona lamentano di non essere ascoltati da nessuno

Studenti, docenti e personale Ata in corteo ad Ancona contro i tagli e il carovita. "Siamo costretti a pagarci il materiale".

Redazione 31 ottobre 2026 · 08:05 2 min di lettura

«Tutti parlano di noi, nessuno parla con noi». È uno dei cartelli portati dagli studenti in corteo ad Ancona, durante la manifestazione contro il carovita e l'economia di guerra organizzata insieme all'Unione Sindacale di Base e ai centri sociali delle Marche, come racconta Il Resto del Carlino.

Alla mobilitazione hanno preso parte anche docenti e personale Ata. Secondo quanto riferito da Tommaso Serresi del liceo classico Rinaldini, il Rinaldini e le scuole medie Marconi sono state chiuse, mentre la partecipazione alla protesta unisce diverse tematiche: «Nelle scuole bisogna dare gli strumenti per capire che le lotte sono intersezionali: quelle per la Palestina sono collegate a quelle per il carovita perché i soldi per le armi potrebbero essere dati a sanità, istruzione e salari».

Per Edoardo Solustri, studente del quinto anno al liceo Mannucci e candidato rappresentante d'istituto, la mobilitazione coinvolge tutte le fasce d'età con richieste radicali. Una situazione confermata anche da altri studenti: Daniele Marinelli, Cesare Pesaresi e Lorenzo Recanatini del liceo Galilei hanno segnalato la chiusura dei cancelli dell'istituto per impedire agli studenti di raggiungere i compagni in corteo, sebbene alcune classi abbiano comunque scioperato.

Cecilia Simoncini, studentessa del quarto anno ed ex rappresentante del liceo Mannucci, sottolinea come lo sciopero rappresenti un'occasione per fare valere la propria voce fuori dalle aule, portando al centro del dibattito temi di attualità internazionale. Durante la protesta, Aurora Marconi ha preso la parola contestando l'attenzione mediatica focalizzata sulla violenza di pochi e denunciando, come riporta il quotidiano locale, che «nelle scuole tecniche per mancanza di fondi non c’è il materiale, così siamo costretti a pagarlo noi con cifre esorbitanti».

Al corteo hanno partecipato anche gli attivisti per i diritti della Palestina con l'associazione Sumud, i cui rappresentanti hanno criticato la gestione dei fondi pubblici destinati alla sicurezza e alla repressione anziché ai servizi essenziali come l'istruzione e la sanità.

Tags: sindacati studenti cronaca
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