Roberto Balzani, docente del Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Università di Bologna e già sindaco di Forlì dal 2009 al 2014, è stato designato dall’Unione delle Province d’Italia (Upi) — con il sostegno del presidente della Regione Enzo Lattuca — per entrare a far parte del consiglio superiore del Ministero della Cultura, il principale organo tecnico-scientifico del dicastero.

Intervistato da Il Resto del Carlino, Balzani ha spiegato le funzioni dell'organismo ministeriale, che svolge un compito di tipo consultivo: «Il consiglio è un organismo del ministero che si occupa di dare pareri di tipo consultivo al ministro, al quale spetterà poi la decisione finale». I temi affrontati dagli esperti riguardano l'ambito amministrativo, la vita e la tutela di musei, archivi, biblioteche, siti archeologici e beni paesaggistici.

Il legame con il territorio e le esperienze passate

Commentando il risvolto territoriale del suo incarico, Balzani ha sottolineato come molte questioni abbiano un impatto diretto sui territori, gestendo il Ministero non solo beni statali ma anche una significativa quantità di realtà comunali, a partire dalle migliaia di musei di proprietà dei Comuni presenti in Italia.

Alla base della designazione ci sono diverse esperienze maturate nel settore, tra cui la direzione del Sistema Museale d’Ateneo dell’Università di Bologna, la presidenza — assunta nel 2024 — del «Museo storico della Liberazione» di via Tasso a Roma, e il ruolo di componente del consiglio d’amministrazione dell’IBC dell’Emilia-Romagna.

Le questioni aperte: dalla Ripa a Predappio

Tra le questioni aperte sul territorio figurano la Ripa, destinata a diventare la nuova sede degli archivi forlivesi, e la ex Casa del Fascio di Predappio, dove è stato proposto un museo di arte del Novecento che ha ricevuto un primo parere positivo dal ministro Alessandro Giuli.

Interpellato sulla possibilità che questi casi arrivino sul tavolo del consiglio, Balzani ha dichiarato al Resto del Carlino: «Per rilevanza e complessità, non è impossibile che questi casi finiscano sul tavolo del consiglio, anche se non è affatto certo. Nel caso della Ripa ho sempre espresso un parere molto positivo. Diverso, invece per quanto riguarda Predappio, perché ho delle perplessità sulla reale fattibilità. Ad ogni modo non sono mosso da alcun tipo di ideologia e, qualora dovesse arrivare il momento, mi muoverei con la massima attenzione e imparzialità».

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