Intervento delle forze dell'ordine durante una serata musicale organizzata dagli studenti del dipartimento di Scienze Umanistiche, nell'androne dell'ex facoltà di Lettere e Filosofia. L'episodio, riportato dall'agenzia ANSA, ha suscitato accese polemiche tra la comunità studentesca e la direzione dell'Ateneo, evidenziando posizioni opposte sulla gestione e la fruizione degli spazi universitari.
La protesta degli studenti: "Intervento sproporzionato"
Secondo quanto dichiarato dagli organizzatori della serata, diverse pattuglie dei Carabinieri sono giunte sul posto spiegando di essere intervenute su richiesta del rettore Massimo Midiri. L'accaduto ha destato forte preoccupazione tra i partecipanti. Fabrizio Calderone, studente di Lettere, ha ricordato come negli anni passati si siano tenuti diversi eventi simili nello stesso androne senza che si siano mai registrati danni alle strutture dell'ateneo.
Dello stesso avviso Francesca Vallone, studentessa di Scienze dell'Antichità, la quale ha ribadito che l'università appartiene agli studenti e che i suoi spazi dovrebbero rimanere luoghi dedicati al confronto, al dibattito e alla socialità. Secondo la studentessa, il ricorso alle forze dell'ordine rappresenta una scelta sproporzionata e fissa un grave precedente per la vita universitaria.
La replica dell'Ateneo: "Attività non autorizzata e rispetto delle regole"
Di diverso avviso la presidenza dell'Ateneo, che ha respinto l'interpretazione dei fatti come atto repressivo. L'amministrazione universitaria ha chiarito che l'evento musicale non era stato autorizzato e che non era giunta alcuna richiesta preventiva agli uffici preposti. L'iniziativa, inoltre, è stata promossa da un'associazione non riconosciuta dall'ateneo.
Dalla rettoria viene sottolineato come la priorità rimanga la tutela e la sicurezza di tutta la comunità accademica. Pur confermando la volontà di mantenere il campus aperto e attivo per iniziative culturali e di socializzazione, l'Ateneo ha ribadito che ogni attività deve seguire i necessari passaggi autorizzativi e il rispetto delle regole normative, ritenute condizione fondamentale per garantire la partecipazione in piena sicurezza.
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