Stipendi allineati ai parametri europei, introduzione del ruolo unico per gli insegnanti, investimenti per la sicurezza degli edifici e tutela del welfare: sono queste le rivendicazioni al centro dello sciopero che nella mattinata di oggi, 30 ottobre, ha visto scendere in piazza gli operatori del comparto scuola insieme agli studenti.
La mobilitazione, indetta dall'USB con la partecipazione di altre sigle sindacali, ha coinvolto molti lavoratori a Napoli, Roma, Milano, Bologna e Cagliari. Docenti e personale ATA sono scesi in piazza per denunciare le criticità che continuano a interessare gli istituti scolastici.
Le richieste dei lavoratori della scuola
- Aumento sostanziale degli stipendi: un adeguamento retributivo che avvicini le buste paga dei lavoratori della scuola italiana ai livelli dei colleghi europei, rispondendo all'aumento dell'inflazione e al carovita;
- Ruolo unico per tutti i docenti: una misura strutturale che preveda l'allineamento dei trattamenti verso l'alto;
- Investimenti nell'edilizia scolastica: risorse certe dedicate in via prioritaria alla messa in sicurezza degli edifici e all'adeguamento termico delle strutture;
- Sostegno al welfare: la richiesta di ridurre i finanziamenti destinati alle spese per il riarmo per dirottare fondi sui servizi pubblici e sul sistema sociale.
I promotori sottolineano come si tratti di richieste avanzate da lungo tempo, ritenute indispensabili per il buon funzionamento dell'istruzione statale, ma rimaste a oggi prive di risposte concrete.
In attesa dei dati del Ministero e la data del 20 novembre
Nel corso delle prossime ore sono attesi i dati ufficiali del Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) relativi all'effettiva percentuale di adesione alla protesta sul territorio nazionale.
Il calendario delle mobilitazioni sindacali non si conclude comunque con la giornata odierna: per il prossimo 20 novembre è stata annunciata una nuova giornata di sciopero da parte della CGIL.
Immagine di copertina generata con l'intelligenza artificiale a scopo illustrativo: non ritrae persone, luoghi o istituti reali citati nell'articolo.