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CSPI sulle certificazioni linguistiche: serve più qualità

Parere unanime del CSPI sullo schema di decreto che sostituisce il DM 62/2022: il recepimento dell'Antitrust deve coniugarsi con la qualità.

Redazione 30 ottobre 2026 · 14:45 2 min di lettura

Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) si è espresso all'unanimità, nel corso della plenaria telematica del 29 ottobre 2026, sullo schema di decreto destinato a sostituire integralmente il DM 10 marzo 2022, n. 62, relativo alla disciplina degli enti certificatori delle competenze linguistico-comunicative del personale scolastico.

Il provvedimento era stato trasmesso dal Ministero con un termine di soli dieci giorni per l'istruttoria, in seguito all'interlocuzione con l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che aveva richiesto di eliminare le differenze di trattamento tra gli enti italiani e quelli esteri.

Pur prendendo atto del recepimento delle richieste dell'Antitrust, il CSPI ha evidenziato che la questione non può esaurirsi nella sola tutela della concorrenza. Poiché le certificazioni producono effetti giuridici rilevanti all'interno delle graduatorie, dei concorsi e per l'insegnamento CLIL, l'organo consultivo sottolinea la necessità di garantire la qualità dei percorsi formativi e la rigorosa verificabilità dei titoli.

Le principali criticità segnalate dal CSPI

Nel parere espresso dall'organo collegiale vengono evidenziati diversi punti critici contenuti nello schema ministeriale.

Immagine di copertina generata con l'intelligenza artificiale a scopo illustrativo: non ritrae persone, luoghi o istituti reali citati nell'articolo.

Tags: sindacati docenti normativa
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