Portare all'attenzione del governo la possibilità di inserire nei programmi scolastici lo studio dei filosofi e dei pensatori della pace e della nonviolenza, a partire da Aldo Capitini. È la proposta lanciata dall'assessore all'Istruzione e alla Pace della Regione Umbria, Fabio Barcaioli, in occasione dell'evento raccontato dall'ANSA a Perugia per l'apertura di "Ricreazione", la prima edizione del festival della scuola pubblica, democratica e coraggiosa.
La proposta dal festival di Perugia
"Dall'Umbria ci vogliamo inserire sul dibattito lanciato dal ministro Valditara sui filosofi dell'800 e del '900" ha dichiarato l'assessore Fabio Barcaioli, parlando di tematiche legate alla richiesta di inserire nei programmi scolastici tutto il filone dei filosofi della pace, della nonviolenza e del disarmo a partire da Aldo Capitini.
Nel corso del suo intervento, Barcaioli ha evidenziato come i programmi di storia dedichino ampio spazio alle guerre, alle loro cause e conseguenze. Da qui la riflessione sull'opportunità di affiancare alla storia dei conflitti anche quella delle idee e delle persone che hanno cercato nella pace e nella nonviolenza una risposta alla violenza e alla guerra.
Il richiamo ad Aldo Capitini e alla tradizione umbra
Il richiamo al filosofo e teorico della nonviolenza Aldo Capitini riveste un ruolo centrale in questa prospettiva, valorizzando il contributo che l'Umbria può offrire attraverso il pensiero del filosofo perugino, la tradizione francescana e la Marcia Perugia-Assisi.
L'avvio del festival alla Sala dei Notari è proseguito con il confronto intitolato "Cosa vuol dire educare alla pace?", al quale hanno partecipato tra gli altri la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, il rettore dell'Università degli Studi di Perugia, Massimiliano Marianelli, oltre a insegnanti, ricercatori e dirigenti scolastici. Il festival prosegue fino a domenica con appuntamenti, relatori e sessioni di laboratorio dedicati al presente e al futuro della scuola pubblica.
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