Il mercato immobiliare in corso San Gottardo a Milano registra una crescita costante dei prezzi, arrivati a segnare un incremento dell'80% rispetto a vent'anni fa. È quanto emerge dall'analisi del Real estate market monitor di Rexer, agenzia immobiliare nata dalla partnership tra Intesa Sanpaolo, Homepal e Bper Banca.
Negli ultimi dieci anni l'indicatore segna un aumento del 45%, mentre negli ultimi cinque anni la crescita è stata del 18%. Secondo Monica Regazzi, Chief financial officer di Rexer, la zona è apprezzata per la presenza di servizi di prossimità, di una caserma di Polizia e Polizia municipale, di diverse scuole e per la vicinanza all'Università Luigi Bocconi.
La trasformazione del quartiere tra studenti e turisti
Il quartiere ha visto la trasformazione di diverse attività commerciali: storici e recenti negozi hanno lasciato spazio a minimarket e street food, rispondendo alla nuova vocazione turistica, legata alla vicinanza dei Navigli, e studentesca, trainata dalla presenza della Bocconi. Tra i punti deboli segnalati c'è il trasporto pubblico, servito unicamente dal tram 3.
La zona è particolarmente ricercata da chi vive già nel quartiere e cerca una casa da comprare per uscire dall'affitto. Le tipologie più richieste sono mono e bilocali, a causa della forte presenza di studenti. I prezzi medi si collocano tra i 6.000 e i 7.000 euro al metro quadro. L'offerta edilizia è composta in prevalenza da edifici costruiti prima del 1960, spesso case di ringhiera con ballatoio comune e senza ascensore, generalmente in classe energetica F o G.
Il peso della classe energetica sul valore degli immobili
Lo studio evidenzia come la classe energetica stia diventando una variabile economica determinante per il prezzo degli immobili. Tra il 2017 e il 2025, i prezzi delle abitazioni in classe A e B sono cresciuti del 31%, superando l'inflazione cumulata (+21%). Le case in classe C, D ed E hanno registrato un incremento del 19%, mentre quelle in classe F e G si sono fermate al 3%.
Secondo i dati Rexer, circa il 63% delle abitazioni in Italia appartiene alle classi energetiche F e G, mentre solo il 6% rientra nelle classi A e B. Il mercato ha iniziato a deprezzare gli immobili energeticamente meno efficienti, premiando in modo sensibile quelli più sostenibili.
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Fonte: Il Giorno