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Università

Protesta a Bologna: "Le promesse non pagano l'affitto"

Un flashmob con una tenda e un "avviso di sfratto" al sindaco Lepore: il Collettivo autonomo universitario protesta contro il caro affitti.

Redazione 27 ottobre 2026 · 06:55 2 min di lettura

Un flashmob con una tenda davanti al Comune e un "avviso di sfratto" indirizzato al sindaco Matteo Lepore. È la protesta inscenata a Bologna dal Collettivo autonomo universitario (Cau), che punta il dito contro il caro affitti e i prezzi record delle stanze per gli studenti.

I manifestanti hanno esposto uno striscione con la scritta: "Le promesse non pagano l’affitto. Lepore, Bernini, lo sfratto è già scritto. Il 30 ottobre, sciopero generale, blocchiamo tutto". Al centro della contestazione ci sono le cifre elevate richieste per gli alloggi universitari, che in alcune zone della città come via Rimesse in Cirenaica superano i 1.000 euro, mentre le stanze doppie oltrepassano i 900 euro, come riportato da il Resto del Carlino.

Tra i problemi sollevati dal collettivo figurano anche la speculazione edilizia, il carovita generale e stipendi bassi, ritenuti fattori che mettono in ginocchio le nuove generazioni. "A cosa serve una città bomboniera, se nessuno può viverci? Diciamo no a questa speculazione che ci sta mettendo in ginocchio", denunciano gli studenti, criticando inoltre i fondi del Pnrr destinati a studentati privati collegati a fondi speculativi, chiedendo invece investimenti in residenze pubbliche.

Il gesto simbolico davanti a Palazzo d'Accursio richiama l'attenzione sulle difficoltà vissute da studenti e lavoratori in città. Nel mirino del collettivo sono finiti anche i B&B, per i quali vengono invocati piani regolatori comunali con tetti massimi e una maggiore tassazione.

Immagine di copertina generata con l'intelligenza artificiale a scopo illustrativo: non ritrae persone, luoghi o istituti reali citati nell'articolo.

Tags: studenti cronaca università
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