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Dirigenti scolastici: la UIL Scuola chiede al MIM di rivedere lo stipendio

La UIL Scuola ha inviato una proposta al Ministero per ridurre le fasce di complessità delle scuole e rivedere la parte variabile dello stipendio dei dirigenti.

Redazione 27 ottobre 2026 · 17:10 2 min di lettura

Revisione della parte variabile dello stipendio, riduzione delle fasce di complessità delle istituzioni scolastiche e criteri di classificazione più graduali. Sono queste le richieste avanzate dalla UIL Scuola in una nota inviata al Ministero.

La proposta è stata firmata da Andrea Codispoti, Responsabile Nazionale del Dipartimento Dirigenti scolastici. Secondo il sindacato, le responsabilità e il carico di lavoro dei dirigenti scolastici non giustificano l'attuale differenza retributiva legata alla tipologia di scuola diretta.

La proposta del sindacato sulle fasce e sui parametri

Attualmente, le scuole sono suddivise in tre fasce, dalla A alla C, sulla base di tre criteri generali — dimensione, complessità e contesto socio-economico — e di diversi parametri numerici, tra cui il numero di studenti, dei docenti, del personale ATA, dei plessi e degli indirizzi. Questa classificazione incide direttamente sulla retribuzione dei dirigenti, generando una differenza di circa 8.000 euro tra la fascia più alta e quella più bassa.

Per intervenire su questo divario, la UIL Scuola chiede di ridurre le fasce da tre a due. Il sindacato sollecita inoltre una maggiore gradualità nell'assegnazione dei punteggi utilizzati per classificare le scuole, tenendo conto delle dimensioni effettive, del numero di alunni con disabilità e dei plessi da gestire.

Tra i punti indicati nella proposta figura anche la riduzione del peso dell'indicatore che misura il contesto socioeconomico e culturale degli studenti, che passerebbe dagli attuali 7 a 4 punti.

Immagine di copertina generata con l'intelligenza artificiale a scopo illustrativo: non ritrae persone, luoghi o istituti reali citati nell'articolo.

Tags: stipendio cronaca normativa
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