L'esposizione di striscioni e messaggi alle finestre degli istituti scolastici continua a far discutere, sollevando interrogativi su cosa sia consentito e cosa invece debba essere vietato. Sulla questione, come racconta Il Resto del Carlino, intervengono i dirigenti scolastici per chiarire le regole applicate all'interno delle scuole.

Il confine tra messaggi politici e valori costituzionali

All'Istituto Marie Curie di Savignano, il dirigente scolastico Mauro Tosi spiega che all'interno del regolamento scolastico non esiste un divieto assoluto di appendere striscioni alle finestre, ma occorre rispettare precisi limiti fissati dalle disposizioni nazionali di legge, come il divieto di affiggere materiali che possano oscurare la bandiera nazionale o quella dell'Europa.

Il paletto principale riguarda la politica. "Qualsiasi elemento che possa avere una connotazione politica o partitica va vietato", afferma il dirigente Tosi, sottolineando che per le altre iniziative la valutazione viene fatta caso per caso insieme al consiglio d'istituto, accogliendo proposte che arrivano dagli studenti, dai docenti o dallo stesso consiglio.

Discorso analogo per i temi di carattere generale come la guerra, purché mantengano una linea neutrale rispetto ai partiti. Nello stesso istituto, ad esempio, è presente un manifesto esterno con la scritta "Ripudia", in riferimento all'articolo 11 della Costituzione.

La procedura di autorizzazione preventiva

Anche al liceo linguistico Alpi non vige un divieto totale di esposizione, ma ogni materiale deve passare attraverso una rigorosa valutazione preventiva. Il dirigente Francesco Postiglione spiega che locandine, volantini e striscioni devono essere prima visionati e autorizzati direttamente dalla presidenza.

La linea guida adottata prevede l'autorizzazione di tutto ciò che non presenta contenuti lesivi, non offende la dignità delle persone o il senso del pudore e, analogamente agli altri istituti, risulta privo di qualsiasi riferimento politico o partitico.