L'aggiornamento e l'inserimento nelle graduatorie ATA di terza fascia rappresentano un passaggio cruciale per chi aspira a un incarico di supplenza nel personale amministrativo, tecnico e ausiliario della scuola. Tra i titoli valutabili per arricchire il proprio punteggio e migliorare la propria posizione in graduatoria, un ruolo di primo piano è ricoperto dalle certificazioni informatiche. Tuttavia, districarsi tra i vari percorsi formativi disponibili non è sempre semplice, ed è facile commettere errori che rischiano di rendere inutile l'investimento fatto.
Prima di scegliere un percorso di formazione o di inserire un titolo nella propria domanda, è fondamentale comprendere quali requisiti debba possedere una certificazione per essere realmente riconosciuta dal Ministero dell'Istruzione e del Merito ed essere quindi valutata ai fini del punteggio.
Quali certificazioni informatiche sono valide per il personale ATA
Il panorama dei corsi e degli attestati dedicati alle competenze digitali è particolarmente vasto, ma non tutti godono del riconoscimento ministeriale necessario. Per poter essere spesa con successo in ambito scolastico e concorsuale, una certificazione deve rispondere a specifici standard di accreditamento e fare riferimento a quadri di competenza europei riconosciuti, come l'e-Competence Framework (e-CF) o il DigComp.
Per le graduatorie ATA di terza fascia, i titoli informatici valutabili e il punteggio specifico riconosciuto, solitamente pari a 0,25 punti per le certificazioni, sono stabiliti dal Decreto Ministeriale di riferimento che disciplina l'aggiornamento delle graduatorie stesse.
A titolo di esempio, tra i percorsi formativi di livello avanzato presenti nel settore troviamo opzioni come il corso EIPASS Progressive, strutturato per attestare le competenze nell'utilizzo dei software di produttività e dei database, rilasciato previo superamento di esami online monitorati tramite sistemi di riconoscimento biometrico per garantire l'autenticità della prova.
Il punto centrale, al di là del singolo percorso scelto, riguarda la verifica dell'effettivo riconoscimento del titolo da parte dell'ente certificatore e la sua conformità alle tabelle di valutazione ministeriali vigenti.
Gli errori tipici da evitare
Nel presentare la propria candidatura o nel prepararsi per le scadenze future.
- Scegliere attestati non accreditati: frequentare corsi economici o rapidi che rilasciano semplici "attestati di frequenza" privi del riconoscimento ufficiale richiesto dalle normative scolastiche. Un titolo privo dei requisiti di accreditamento si traduce in zero punti in graduatoria.
- Tempistiche errate: conseguire la certificazione dopo la scadenza dei termini previsti per la presentazione della domanda di inserimento o aggiornamento. Il titolo deve essere già posseduto e perfezionato entro la data ultima stabilita dal bando.
- Confondere i livelli e i profili richiesti: non verificare preventivamente la corrispondenza tra la specifica certificazione informatica posseduta e quanto richiesto dai bandi di concorso o dalle tabelle di valutazione titoli del personale ATA.
Cosa verificare prima di iscriversi a un corso
Se si decide di seguire un percorso di formazione a pagamento per arricchire il proprio curriculum e incrementare il punteggio, è consigliabile procedere con attenzione. Tra i percorsi disponibili sul mercato, è opportuno controllare sempre che l'ente erogatore specifichi chiaramente il riferimento normativo, le modalità d'esame e la spendibilità effettiva del titolo nel comparto pubblico e scolastico.
In sintesi, prima di procedere all'acquisto o all'iscrizione a qualsiasi tipologia di corso di informatica, è bene accertarsi che il rilascio della certificazione avvenga nel rispetto degli standard europei e che il titolo sia formalmente riconosciuto dal Ministero dell'Istruzione e del Merito per le graduatorie di interesse.