Il lavoro agile nella scuola italiana non segue le stesse regole per tutte le figure professionali. Docenti, personale ATA e dirigenti scolastici rientrano infatti in inquadramenti normativi differenti, che lasciano margini molto diversi per lo svolgimento della prestazione da remoto.
A fare luce su questo quadro è un seminario dedicato alle modalità di applicazione del lavoro agile nelle istituzioni scolastiche, che analizza nel dettaglio le differenze tra le varie categorie. Mentre la didattica in presenza resta il perimetro principale per i docenti, per il personale amministrativo e per la dirigenza esistono spazi più ampi, legati a condizioni organizzative specifiche.
Le differenze tra docenti, ATA e dirigenti
Il lavoro agile consiste in una modalità di prestazione lavorativa che si svolge, anche solo in parte, fuori dai locali scolastici, senza una postazione fissa e con flessibilità su orari e strumenti. Non va confuso con il telelavoro tradizionale, che prevede un collegamento continuativo da una postazione domestica fissa assimilabile a un ufficio.
- Docenti: hanno un margine di applicazione ridotto a causa della natura della funzione docente. Le attività di programmazione, correzione di elaborati e preparazione di materiali possono avere maggiore flessibilità, ma non sostituiscono la didattica in presenza in aula.
- Personale ATA: gli assistenti amministrativi e i direttori dei servizi generali e amministrativi possono accedere al lavoro agile per le mansioni compatibili con lo svolgimento a distanza, mentre per i collaboratori scolastici la presenza in sede resta indispensabile.
- Dirigenti scolastici: dispongono di maggiore autonomia organizzativa, ma mantengono intatte le responsabilità dirette sulla funzionalità dell'istituto, indipendentemente dal luogo fisico da cui operano.
L'accordo individuale e le responsabilità
Il lavoro agile non è un diritto automatico e non si attiva con un semplice spostamento della sede: richiede un accordo individuale tra il lavoratore e l'amministrazione scolastica. Questo documento definisce la durata, le fasce orarie di reperibilità, gli strumenti informatici utilizzati, le modalità di comunicazione e i criteri di verifica dei risultati. Il dirigente scolastico valuta la richiesta in base al profilo professionale, alle mansioni e alle esigenze di funzionamento del servizio.
Le responsabilità professionali restano comunque quelle previste dal profilo contrattuale. Per il personale ATA che gestisce informazioni di studenti e famiglie fuori dai locali scolastici, assume particolare rilievo la sicurezza informatica degli strumenti. Per i dirigenti, la piena responsabilità gestionale e di sicurezza del personale non viene meno operando da remoto.
Fonte: spaggiari.eu