Studiare non dovrebbe essere un privilegio economico. È il tema al centro dell'intervento di Camilla Soru, consigliera regionale del Partito Democratico e presidente della Seconda Commissione permanente del Consiglio regionale della Sardegna, intervenuta a margine della Festa nazionale dell'Unità “Intelligenze. Istruzione, innovazione, ricerca”, ospitata al Centro culturale La Vetreria di Pirri.
Nel corso del suo intervento, la consigliera ha evidenziato le difficoltà vissute dagli studenti e dalle famiglie, sottolineando come l'istruzione debba essere accessibile a tutti, indipendentemente dalle condizioni economiche.
Le difficoltà economiche e il caro scuola
«Stiamo vivendo un momento di grande emergenza», ha spiegato Camilla Soru, evidenziando che una delle criticità maggiori riguarda la situazione economica delle famiglie. Secondo quanto raccontato dai ragazzi, il carovita rende complicate anche le necessità quotidiane, come l'acquisto del materiale scolastico.
A tal proposito, la consigliera ha aggiunto: «Credo che un ragazzo che rinuncia a studiare perché non riesce a comprarsi i libri sia una cosa assolutamente inaccettabile». L'obiettivo, condiviso insieme agli studenti, è quello di individuare soluzioni concrete per sostenere i giovani nelle spese scolastiche più semplici.
Il disagio giovanile e la necessità di ascolto
Accanto agli ostacoli di natura economica, l'attenzione si è spostata sul benessere emotivo e sul rapporto tra le generazioni all'interno della scuola. Secondo Soru, «c'è un grande problema di ascolto e una mancanza di fiducia nel rapporto tra alunni e professori».
Per affrontare le fragilità dei ragazzi e intervenire tempestivamente, la Regione sta lavorando al progetto del presidio psicologico e pedagogico scolastico. L'obiettivo indicato è fare in modo che tutte le scuole della Sardegna possano disporre di uno psicologo, di un pedagogista e di un educatore, figure ritenute fondamentali per offrire supporto agli studenti prima che le situazioni di disagio si aggravino.


