Un blitz in piena notte, con i volti coperti e i cappucci calati sulla testa, all'interno dell'Itis Leonardo da Vinci di Firenze. È quanto accaduto ieri sera, intorno alle 22, quando è scattato l'allarme nella scuola di via del Terzolle.
L'episodio arriva dopo giornate di forte tensione caratterizzate da lanci di petardi e bombe carta davanti ai cancelli e nel cortile dell'istituto, con la presenza di gruppi di giovani in gran parte esterni alla scuola. Due mattine fa si erano già registrati tentativi di ingresso durante le lezioni.
Il blitz e il confronto con la dirigente
La dirigente scolastica, Francesca Balestri, era appena uscita dalla sede quando è scattato l'allarme. Rientrata immediatamente insieme ad alcuni collaboratori e all'arrivo dei carabinieri, si è trovata davanti i giovani con il volto coperto.
Nel corso del confronto, i ragazzi hanno spiegato i motivi dell'azione: "Mi hanno detto che l’occupazione è scattata per 'proteggere la scuola' e 'far smettere i disordini fuori'", ha riferito la dirigente.
Una presa di posizione che si inserisce in un quadro complesso. Il collettivo interno del Da Vinci aveva infatti scelto la via dell'assemblea permanente per una mobilitazione pacifica, dichiarandosi fin da subito contrario all'occupazione. Elementi che fanno ipotizzare come la decisione sia stata presa da una minoranza, all'interno della quale vi sarebbero anche persone estranee all'istituto. Al momento i cancelli di via del Terzolle sono chiusi con i lucchetti e l'accesso è interdetto agli adulti.
La situazione negli altri istituti fiorentini
La nottata è trascorsa invece senza particolari criticità al Marco Polo, dove la protesta prosegue anche oggi. Si contano intanto i danni al Sassetti-Peruzzi di Novoli, dove nella notte precedente erano stati svuotati gli estintori e aperti gli idranti, presumibilmente a opera di estranei.
Sale infine l'attenzione in vista della manifestazione prevista per domani pomeriggio in centro a Firenze. Tra gli studenti cresce la spinta a prendere le distanze dagli scontri per confermare il carattere pacifico della mobilitazione, come ribadito dal collettivo del liceo scientifico Da Vinci.
Fonte: La Nazione




