Le principali sigle sindacali del settore Istruzione e Ricerca — FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal, GILDA Unams e ANIEF — hanno inoltrato un'istanza congiunta ai ministri competenti Valditara e Bernini. L'obiettivo è l'inserimento di fondi extra nella prossima manovra di bilancio, mirati a risollevare il potere d'acquisto degli stipendi, accompagnata dalla richiesta di un confronto immediato con l'Esecutivo. Tale iniziativa trova pieno appoggio nella struttura territoriale della FLC CGIL di Rimini, la quale sottolinea la gravità della criticità a livello locale.
Il 1° luglio 2026 è stato sottoscritto il CCNL 2025-2027 limitatamente agli aspetti economici. Un traguardo significativo che ha segnato un primo adeguamento economico, ritenuto però inadeguato dai rappresentanti dei lavoratori per colmare il divario retributivo accumulato nel tempo a causa dell'aumento del costo della vita.
Nel contesto riminese il quadro economico risulta aggravato dal caro affitti. Sulla base dei dati diffusi da Immobiliare.it e richiamati dal sindacato, a settembre 2026 il prezzo medio richiesto per le locazioni nel territorio comunale si attestava a 13,14 euro al metro quadro su base mensile, traducendosi in circa 920 euro mensili per un alloggio di 70 metri quadri, spese escluse.
“Quando una parte così consistente dello stipendio rischia di essere assorbita dal costo della casa, diventa evidente quanto sia insufficiente il recupero salariale previsto”, dichiara Marcella D’Angelo, segretaria generale della FLC CGIL Rimini. “Il problema riguarda in particolare chi è all’inizio della carriera e il personale ATA con le retribuzioni più basse. Non possiamo continuare a parlare di valorizzazione della scuola ignorando quanto vengono pagate le lavoratrici e i lavoratori che ogni giorno ne garantiscono il funzionamento”.
Alle difficoltà economiche si affianca la piaga della pregressa precarizzazione, che nel territorio provinciale continua a registrare numeri allarmanti. Per il personale assunto con contratti a tempo determinato, ai bassi compensi si sommano le criticità legate alla stabilità occupazionale. Il documento trasmesso ai dicasteri evidenzia inoltre il divario economico che penalizza, a parità di qualifica, i dipendenti della scuola e della ricerca rispetto ai colleghi di altri comparti della pubblica amministrazione e degli altri Stati europei.
“La prossima legge di bilancio sarà un passaggio decisivo”, conclude Marcella D’Angelo. “È il Governo che deve individuare e finanziare le risorse aggiuntive necessarie, affinché la contrattazione possa produrre aumenti realmente capaci di difendere le retribuzioni”.