Salire i colli del Quirinale e stringere la mano al Capo dello Stato Sergio Mattarella. È l'emozione vissuta dai venticinque Alfieri del Lavoro d'Italia, tra cui figura la diciannovenne Rebecca Po, originaria di Carpi, diplomata con lode all'Itis Da Vinci e oggi studentessa di Computer Science all'università di Trento. Come racconta Il Resto del Carlino, la giovane è stata finalista alle Olimpiadi di Informatica e ha svolto un Erasmus in Irlanda dedicato all'intelligenza artificiale.

Alla notizia del riconoscimento, arrivata tramite una telefonata alla famiglia, la reazione è stata di forte commozione: “Sapevo che a scuola mi avevano candidata, ma con tanti studenti in Italia non avrei mai immaginato di farcela. Infatti, voglio condividere questo riconoscimento con tutti i ragazzi che si sono impegnati tanto quanto me”, spiega la studentessa, che ha chiuso il percorso scolastico precedente con una media del 9,75.

Il percorso nell'informatica e il messaggio alle studentesse

Affrontare un percorso universitario in Informatica, un ambito spesso percepito come tradizionalmente maschile, non ha frenato il suo entusiasmo. L'impatto con le aule superiori all'Itis Da Vinci è stato descritto come positivo e accogliente, senza particolari pressioni esterne se non quelle legate alle proprie aspettative personali.

Rivolgendosi direttamente alle studentesse che guardano a queste discipline con timore, Rebecca lancia un invito preciso: “Alle studentesse che guardano a queste materie con timore dico di buttarsi senza paura degli stereotipi. La tecnologia ha bisogno della nostra logica, della nostra organizzazione e della nostra spiccata sensibilità”.

L'esperienza internazionale e il futuro

Tra le tappe formative che hanno segnato il suo percorso c'è anche l'esperienza all'estero nel West Cork, in Irlanda, dove ha lavorato sui chatbot basati sull'intelligenza artificiale, descrivendola come un'occasione per toccare con mano il futuro tecnologico e conoscere una dimensione lavorativa attenta agli equilibri di vita.

Nel tempo libero, quando spegne il computer, la studentessa pratica la corsa e la palestra — dopo sette anni di atletica — e coltifica i rapporti di comunità e amicizia a Trento, guardando al prestigioso riconoscimento ottenuto non come a un punto d'arrivo, ma come a un trampolino di lancio per il proprio futuro.