L'attivazione di un secondo liceo linguistico a breve distanza rischia di frammentare l'utenza e di mettere in discussione la sopravvivenza dell'indirizzo già attivo al Campus «Leonardo da Vinci» di Umbertide. È l'allarme lanciato dalla giunta comunale e dal dirigente scolastico Fabrizio Bisciaio, come racconta La Nazione.
La protesta del Campus e dell'amministrazione
Durante un'iniziativa pubblica, l'amministrazione comunale ha espresso la propria contrarietà alla decisione di Provincia e Regione di concedere un nuovo liceo linguistico a Città di Castello. Secondo la giunta, questa scelta altera gli equilibri scolastici del territorio e contrasterebbe con le linee guida regionali per la programmazione della rete scolastica, che indicano la necessità di evitare sovrapposizioni tra indirizzi presenti nello stesso ambito territoriale.
Da qui la richiesta di una valutazione basata sui dati demografici e sulle reali esigenze delle famiglie. Duri anche i toni nei confronti dell'opposizione locale, accusata di appoggiare le scelte di Provincia e Regione.
Le motivazioni del dirigente scolastico
Sul fronte scolastico, il dirigente del Campus Fabrizio Bisciaio sottolinea che la scuola offre da tempo un percorso consolidato, sostenuto da investimenti mirati e da un nuovo laboratorio linguistico all'avanguardia. In un contesto segnato dal calo demografico nel triennio 2023-2026 — che ha registrato la perdita di migliaia di alunni tra il primo e il secondo ciclo, comprese centinaia di iscrizioni nelle scuole secondarie di secondo grado — il dirigente pone l'accento sulla sostenibilità della misura.
Inoltre, l'introduzione del cinese mandarino a Città di Castello non rappresenterebbe una vera diversificazione, dal momento che i due licei condividerebbero gran parte del piano di studi, incluse le altre lingue straniere. Il timore concreto, ribadito dalla scuola, è quello di indebolire un'offerta formativa già solida senza ampliare realmente le opportunità per gli studenti.

