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Docenti

Contrattazione separata per la scuola: le perplessità del MID sui rischi per stipendi e mobilità

Il gruppo Mobilità intercompartimentale docenti esprime dubbi sull'ipotesi di contrattazione separata: rischi di isolamento economico e blocco della mobilità.

Vincenzo Schirripa 18 ottobre 2026 · 16:29 2 min di lettura

Il gruppo Mobilità intercompartimentale docenti (MID) interviene nel dibattito sindacale ed economico riguardante il futuro contrattuale del mondo della scuola. Di fronte alle indiscrezioni relative a discussioni in sede Aran su una possibile contrattazione separata per il comparto Istruzione – avanzata sul modello di categorie come la Sanità –, il gruppo esprime forti riserve e invita le organizzazioni favorevoli a valutare attentamente i pericoli di tale prospettiva.

Stipendi e disparità con il resto della Pubblica Amministrazione

Pur riconoscendo le intenzioni dei promotori, il MID evidenzia la costante gravosità dell'insegnamento e l'urgenza di adeguare le retribuzioni ai parametri europei. Il sindacato ricorda che, nonostante l'impegno governativo e delle parti sociali firmatarie attraverso il triplice rinnovo ravvicinato, gli incrementi restano insufficienti a fronteggiare il carovita e non colmano il divario economico con l'Europa, lasciando il personale scolastico alle prese con i costi elevati di mutui, affitti e spese quotidiane.

A differenza della Sanità, dove la platea medica vanta numeri più contenuti, la scuola conta circa un milione e duecentomila lavoratori. Negli ultimi lustri, sottolinea il MID, mentre i dipendenti della Pubblica Amministrazione hanno visto crescere le proprie condizioni salariali, docenti e personale ATA hanno subito una costante perdita di potere d'acquisto. A ciò si aggiunge l'assenza di benefici diffusi nel pubblico impiego, quali i buoni pasto, il ricorso allo smart working e la possibilità di accedere alla mobilità intercompartimentale, attualmente preclusa al personale scolastico.

I rischi dell'isolamento e la questione delle risorse

Secondo l'analisi del MID, il nodo centrale risiede nei vincoli di bilancio e nelle politiche di spesa europee che considerano l'Istruzione come una voce di costo elevata anziché un motore per la crescita sociale. Senza un cambio di visione politica sulle risorse da stanziare, la modifica della formula negoziale non garantirebbe vantaggi reali.

Il timore evidenziato è che la contrattazione autonoma possa trasformarsi in un ostacolo normativo per blindare il blocco della mobilità e privare il personale scolastico dei diritti comuni agli altri statali. In assenza di tutele vincolanti, come fondi permanenti, l'Istruzione rischierebbe di diventare la "Cenerentola del pubblico impiego", subendo un isolamento economico e giuridico al ribasso che accentuerebbe ulteriormente la spaccatura con gli altri comparti dello Stato.

Tags: aggiornamento affitti accordi
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