Pubblicare online le graduatorie delle borse di studio inserendo dati personali non necessari è illecito e comporta sanzioni amministrative. A chiarirlo è il Garante per la protezione dei dati personali con il provvedimento n. 634/2026, che ha evidenziato come le esigenze di trasparenza non autorizzino la diffusione indebita di informazioni riservate.

Sanzionata una fondazione con una multa di 8mila euro

Il caso nasce dalla pubblicazione online della graduatoria per l'assegnazione di borse di studio curata da una fondazione. L'ente ha esposto in rete le informazioni personali di quasi cinquecento candidati, oltrepassando i limiti consentiti dalla normativa sulla protezione dei dati.

A seguito degli accertamenti, l'Autorità Garante ha contestato la violazione delle regole sulla tutela della riservatezza e ha comminato all'ente una sanzione pecuniaria pari a 8mila euro.

Trasparenza e principio di essenzialità dei dati

Nel provvedimento 634/2026, il Garante Privacy ha ricordato che il principio di trasparenza non equivale a una licenza di diffondere liberamente qualsiasi informazione.

  • devono essere resi visibili soltanto i dati strettamente indispensabili per il perseguimento delle finalità della graduatoria;
  • è vietata la diffusione di dettagli personali non pertinenti o sovrabbondanti rispetto al fine istituzionale o concorsuale.

Per la consultazione diretta degli atti e dei riferimenti normativi ufficiali, il testo del provvedimento è reso disponibile dal Garante per la protezione dei dati personali sui propri canali istituzionali.

Fonte: Il Sole 24 Ore