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Caro-alloggi e fuga dalla città: i servizi per abbattere i costi

A Bologna il tema della casa è esploso, spingendo molte persone a lasciare la città. Secondo Marco Marcatili servono programmazione e servizi.

Vincenzo Schirripa 16 ottobre 2026 · 07:30 2 min di lettura

Il tema della casa è esploso a Bologna, facendo registrare una vera e propria fuga dalla città. Per affrontare il problema del caro-alloggi non basta agire sui prezzi degli immobili o sugli affitti, ma occorre programmare i servizi e considerare i costi dell'abitare in senso ampio.

È quanto emerso dall'apertura di Tecnopolis — evento in corso fino a domani — con un tavolo dedicato all'abitare legato al Piano strategico metropolitano. Intervistato da Il Resto del Carlino, Marco Marcatili — economista, presidente della Fondazione B.live e direttore di Lombardini22 — ha sottolineato la necessità di intervenire su più fronti per rendere la vita sostenibile.

Le tre strade per abbattere i costi dell'abitare

Cinque ambiti per famiglie e ceto medio

Con i redditi in forte calo, secondo l'analisi riportata da Il Resto del Carlino, è necessario costruire "pacchetti" dedicati alle famiglie che comprendano cinque ambiti fondamentali: casa, servizi socio-sanitari, offerta culturale e sportiva, sicurezza, scuole e istruzione.

Realizzare appartamenti economici ma distanti dalle strutture sanitarie e scolastiche fa inevitabilmente salire i costi di spostamento, rendendo negativo il saldo complessivo per le famiglie. Per questo motivo Lombardini22 sta mettendo a punto un indice specifico per favorire la programmazione della Città metropolitana.

L'emergenza riguarda un pubblico trasversale, dagli studenti agli operai fino agli infermieri, e non può più essere trattata solo come una questione sociale. «Occuparsi dell'abitare è occuparsi del ceto medio, di quasi tutti i cittadini», evidenzia Marcatili, ricordando inoltre che la frammentazione dei nuclei famigliari spinge verso nuove forme abitative come il micro-living e il co-housing, particolarmente apprezzate dai giovani che non utilizzano l'auto e rifiutano lo sprawl urbano.

Tags: cronaca universita normativa
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