Il tema della casa è esploso a Bologna, facendo registrare una vera e propria fuga dalla città. Per affrontare il problema del caro-alloggi non basta agire sui prezzi degli immobili o sugli affitti, ma occorre programmare i servizi e considerare i costi dell'abitare in senso ampio.

È quanto emerso dall'apertura di Tecnopolis — evento in corso fino a domani — con un tavolo dedicato all'abitare legato al Piano strategico metropolitano. Intervistato da Il Resto del Carlino, Marco Marcatili — economista, presidente della Fondazione B.live e direttore di Lombardini22 — ha sottolineato la necessità di intervenire su più fronti per rendere la vita sostenibile.

Le tre strade per abbattere i costi dell'abitare

  • Intervento pubblico: realizzare servizi per la mobilità che permettano di spostarsi in economia e senza auto, oppure calmierare i prezzi dei nuovi alloggi abbassando il costo delle aree.
  • Edilizia a costi inferiori: costruire sfruttando i prefabbricati, un settore in cui la Spagna rappresenta un modello di riferimento.
  • Coinvolgimento delle imprese: dialogare con le aziende, che si sono dimostrate disponibili a colmare il gap economico per lavoratori e professionisti.

Cinque ambiti per famiglie e ceto medio

Con i redditi in forte calo, secondo l'analisi riportata da Il Resto del Carlino, è necessario costruire "pacchetti" dedicati alle famiglie che comprendano cinque ambiti fondamentali: casa, servizi socio-sanitari, offerta culturale e sportiva, sicurezza, scuole e istruzione.

Realizzare appartamenti economici ma distanti dalle strutture sanitarie e scolastiche fa inevitabilmente salire i costi di spostamento, rendendo negativo il saldo complessivo per le famiglie. Per questo motivo Lombardini22 sta mettendo a punto un indice specifico per favorire la programmazione della Città metropolitana.

L'emergenza riguarda un pubblico trasversale, dagli studenti agli operai fino agli infermieri, e non può più essere trattata solo come una questione sociale. «Occuparsi dell'abitare è occuparsi del ceto medio, di quasi tutti i cittadini», evidenzia Marcatili, ricordando inoltre che la frammentazione dei nuclei famigliari spinge verso nuove forme abitative come il micro-living e il co-housing, particolarmente apprezzate dai giovani che non utilizzano l'auto e rifiutano lo sprawl urbano.