Un riscatto agevolato della laurea con un costo non superiore a 900 euro per ogni anno di corso universitario, dedicato ai dipendenti del comparto Istruzione e Ricerca. È questa la misura al centro dell'emendamento che il sindacato Anief si appresta a portare in Parlamento, intervenendo sul Decreto Scuola n. 170/2026, atteso all’esame del Senato a partire dall’inizio di novembre.
Secondo il calendario che regola l'iter del provvedimento — approvato dal Consiglio dei ministri il 30 settembre scorso —, la presentazione degli emendamenti è fissata entro il 20 ottobre. Il testo passerà successivamente all'esame della Commissione Cultura di Palazzo Madama, mentre l'approdo in Aula è previsto a partire dal 3 novembre.
Le motivazioni e la piattaforma sulle pensioni
Come spiegato dal presidente nazionale Marcello Pacifico, l'attuale sistema di calcolo impone cifre particolarmente elevate, con una spesa per il riconoscimento degli anni universitari che può superare i 60-70 mila euro. Dal punto di vista del sindacato, l'obiettivo ideale sarebbe la gratuità del riscatto; la soglia dei 900 euro viene tuttavia indicata come un primo passo per equiparare il personale della Conoscenza agli ufficiali militari e valorizzare dal punto di vista previdenziale gli anni di studio.
La misura si inserisce all'interno di una più ampia piattaforma dedicata alle pensioni. L'organizzazione sindacale chiede infatti di destinare 10 dei 40 miliardi di risparmi indicati nel bilancio Inps per introdurre tutele specifiche a favore dei lavoratori, consentendo al personale scolastico colpito da burnout di lasciare il servizio dopo i 60 anni senza subire tagli o penalizzazioni.
Tra le richieste avanzate figurano inoltre la separazione della spesa sociale da quella previdenziale e l'inserimento dello stress lavoro-correlato all'interno della contrattazione integrativa del contratto 2025-2027.
A sostegno di queste richieste, il sindacato richiama le indicazioni di un recente studio dell'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, evidenziando come gli ambienti professionali dell'insegnamento presentino specificità differenti rispetto a uffici, strutture sanitarie o contesti industriali, elementi che giustificherebbero il riconoscimento del lavoro scolastico come usurante e l'introduzione di forme di uscita anticipata dal servizio.