Dalle prime studentesse ammesse negli atenei italiani fino alle docenti che conquistarono una cattedra, passando per le discriminazioni del fascismo e l'espulsione imposta dalle leggi razziali. È dedicato alla presenza delle donne nelle università italiane ed europee il convegno internazionale dal titolo "Anno Dominae 1876", in programma a Messina dal 26 al 28 ottobre 2026, come riportato da MessinaToday.
L'appuntamento si terrà per tre giorni presso il Dipartimento di Scienze politiche e giuridiche dell'Università di Messina, riunendo studiosi e studiose da atenei italiani e stranieri. Il programma unisce documenti d'archivio, biografie e approfondimenti giuridici, con un focus specifico sulle vicende dell'ateneo messinese e sul percorso che ha portato le donne nella formazione superiore e nella ricerca.
Il programma delle giornate e le pioniere dell'ateneo
I lavori si apriranno nel pomeriggio del 26 ottobre con i saluti istituzionali e l'intervento di Daniela Novarese sul progetto "Donne all'università", seguito dalla prima sessione presieduta da Beatrice Pasciuta e da un ricordo di M. Antonella Cocchiara affidato alla rettrice Giovanna Spatari.
La giornata inaugurale analizzerà diverse esperienze, tra cui le studentesse dell'Università Statale di Milano tra il 1924 e il 1945 e la figura di Luigia Tincani, esaminata da Francesco Bonini della Lumsa di Roma. Nella seconda parte del pomeriggio l'attenzione si sposterà sulle prime presenze femminili all'Università di Bologna con Damigela Hoxha e sulle docenti dell'ateneo di Messina, con gli interventi di Vittoria Calabrò sulle "Cattedre rosa" e di Patrizia De Salvo sul ruolo delle donne nell'amministrazione universitaria tra il fascismo e l'età repubblicana.
Il 27 ottobre il programma proseguirà con gli studi sulle uditrici e laureate all'Università di Pavia dal 1859 al 1969 illustrati da Elisa Signori, e sulle immatricolazioni in Giurisprudenza a Parma ricordate da Andrea Errera. Un focus particolare riguarderà Messina nel periodo fascista, grazie alle analisi di Marco Carone sui sussidi universitari del 1942-1943 e di Sebastiano D'Urso sulla presenza femminile e delle humanae litterae tra il 1886 e il 1924.
Le leggi razziali e il confronto internazionale
La sessione pomeridiana del 27 ottobre, presieduta da Stefania Mazzone, affronterà le conseguenze delle leggi razziali sull'istruzione superiore e l'allontanamento delle donne ebree dagli atenei a partire dal 1938. Verranno esaminate le misure che colpirono assistenti, libere docenti e personale tecnico-amministrativo, con un approfondimento di Enza Pelleriti dedicato ad Anna Foà, indicata come l'unica donna tra i docenti di ruolo ebrei espulsi dall'università italiana.
La giornata si chiuderà con riflessioni sugli studi universitari e di genere, dalle normaliste tra Regno e Repubblica alle carriere a Catania, fino alla matematica Margherita Piazzolla Beloch e alla figura della "ragazza del ferry-boat", laureata in Matematica a Messina il 27 giugno 1925 e ricordata da Mariangela Monaca.
Infine, il 28 ottobre i lavori si allargheranno al contesto europeo, esaminando la presenza femminile nelle università francesi dell'Ottocento, le prime docenti in Spagna, gli studi in Polonia e in Portogallo, oltre alla repressione delle donne impegnate per l'uguaglianza nella Spagna tra il 1931 e il 1943. La conclusione del convegno sarà affidata a Gian Paolo Brizzi dell'Università di Bologna.