L'università degli studi Gabriele d'Annunzio di Chieti-Pescara punta sulla formazione scientifica e sulla ricerca per contribuire alla salvaguardia dell'ambiente marino, in uno scenario segnato dal riscaldamento delle acque dell'Adriatico, dall'erosione delle coste, dall'inquinamento e dalla trasformazione degli habitat.
L'ateneo ha attivato un nuovo curriculum in Sostenibilità ambientale marina, inserito nell'ambito della laurea magistrale in Scienze geologiche per i rischi, le risorse e l'ambiente del dipartimento di Scienze. Come riporta ChietiToday, il percorso è pensato per formare figure specializzate nello studio e nel monitoraggio dei sistemi marini e costieri, avvalendosi di tecnologie avanzate che spaziano dall'osservazione satellitare alla modellizzazione tridimensionale.
Gli obiettivi del nuovo curriculum
L'iniziativa si inserisce nelle attività di ricerca interdisciplinare dell'ateneo e mira a mettere le competenze scientifiche a disposizione delle istituzioni e delle comunità locali che si affacciano sull'Adriatico, dove i cambiamenti climatici e ambientali incidono direttamente su settori chiave come il turismo, la pesca e le attività portuali.
Il professor Tommaso Piacentini, presidente del corso di laurea, spiega che l'obiettivo del percorso è triplice: formare specialisti capaci di utilizzare tecnologie d'avanguardia per la tutela dei sistemi marini e costieri, consolidare il ruolo della d'Annunzio come polo di riferimento internazionale stringendo alleanze con centri di ricerca, enti locali, la Regione Abruzzo e istituzioni di rilievo come l'Istituto idrografico della Marina e l'Universidade Estadual Paulista Unesp del Brasile, e infine trasferire i risultati della ricerca alle comunità e alle istituzioni.
Un approccio confermato anche dalla professoressa Lucia Marinangeli, responsabile del percorso di studio, la quale evidenzia come il curriculum integri «geologia, geomorfologia, chimica, fisica e biologia per mettere studenti e studentesse a contatto con strumenti di osservazione e monitoraggio moderni», con l'intento di preparare le nuove generazioni ad affrontare le sfide cruciali per il futuro del mare.
