La rimozione di un cartellone con la scritta "A scuola nessuno è straniero" affisso all'interno dell'Ipsia Barlacchi Lucifero di Crotone ha provocato un botta e risposta tra la Flc Cgil Calabria ed il dirigente della scuola, con il sindacato che ha condannato il gesto mentre il preside ha negato parlando di uno spostamento temporaneo per esigenze di servizio.
"Consideriamo grave il gesto – scrive la Flc Cgil in una nota, come riportato da ANSA – non solo nella sua esecuzione materiale, ma soprattutto per il devastante messaggio pedagogico, culturale e istituzionale che trasmette alla comunità educante del territorio crotonese e di tutta la regione. A rendere l'episodio ancora più allarmante la giustificazione addotta dalla presidenza. Da quanto emerge, il dirigente avrebbe motivato la rimozione sostenendo che, con quel cartellone, gli studenti avessero preso una 'posizione politica'".
Il sindacato prosegue sottolineando che ricordare come "a scuola nessuno è straniero" non costituisce una presa di posizione partitica o uno slogan provocatorio, bensì "la sintesi perfetta del mandato educativo che ogni lavoratore della conoscenza, a partire da chi dirige l'istituto, è tenuto a rispettare, difendere e promuovere ogni giorno".
La replica del dirigente scolastico
Contattato dall'ANSA, il dirigente dell'Istituto, Girolamo Arcuri, ha smentito l'accaduto. "Non ho strappato alcun cartellone" ha dichiarato.
Il preside ha spiegato che lo striscione era esposto all'ingresso del plesso Ottico-odontotecnico della scuola ed era rimasto lì per dieci giorni. La rimozione è avvenuta perché il plesso serviva per alcune prove di abilitazione. Secondo quanto riferito dal dirigente, il cartellone era stato autorizzato dalla vicaria ed è stato momentaneamente tolto in quanto si trovava nella zona destinata all'affissione degli esiti degli esami di abilitazione.
Infine, Arcuri ha assicurato che lo striscione è intonso, è stato riposto in magazzino e può essere prelevato per essere riappeso non appena termineranno le procedure d'esame.