Un gruppo di genitori della scuola dell'infanzia «Pestalozzi» di Ravacciano, a Siena, ha inviato una lettera formale all'amministrazione comunale per contestare la variazione d'orario del bus scolastico «linea 2» comunicata lo scorso 15 settembre. La modifica posticipa l'arrivo a scuola alle ore 9.05, in contrasto con l'organizzazione didattica che prevede l'ingresso di tutti i bambini entro le 9.00.

Secondo quanto riporta La Nazione, i familiari avevano già chiesto via mail il 4 maggio 2026 di anticipare l'orario di percorrenza, richiesta rimasta senza risposta. La nuova disposizione, invece di accogliere l'istanza, ha ulteriormente ritardato il servizio.

I disagi per scuola e famiglie

La lettera evidenzia conseguenze concrete sull'organizzazione scolastica: il personale si trova nell'impossibilità di comunicare tempestivamente al Comune il numero dei fruitori della mensa entro le ore 9, come richiesto dall'ente, e di avviare per tempo le attività giornaliere. I genitori sottolineano inoltre che l'arrivo previsto alle 9.05 «nelle normali condizioni di traffico si traduca nel quotidiano in un arrivo ancora più posticipato», specie in caso di maltempo o pioggia.

«In questo modo il Comune di Siena invece di migliorare la mobilità e agevolare l'organizzazione familiare e l'ingresso al lavoro dei cittadini, crea diversi problemi non solo ai genitori, ma anche a tutti i bimbi e alle bimbe della scuola materna comportando diverse complicanze per l'organizzazione scolastica».

La richiesta: tornare all'orario di due anni fa

I firmatari chiedono una riorganizzazione che anticipi l'andata, riprendendo la soluzione adottata «due anni fa» oppure «unendo i trasporti delle elementari e della scuola dell'infanzia anche all'andata». Avvertono che, senza intervento, il risultato sarà «un inevitabile calo delle iscrizioni dei bambini e delle bambine al trasporto pubblico, con annessi svantaggi economici ed ambientali», definendo la situazione attuale «un totale fallimento dei buoni propositi della mobilità e del trasporto comunale».