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Scuola o armi, la sfida da 11,5 miliardi: la proposta Anief

Anief propone di ridurre l'obiettivo NATO di spesa militare dal 3,5% al 3% del Pil per destinare 11,5 miliardi l'anno a stipendi, organici, edilizia e diritto allo studio.

Vincenzo Schirripa 12 ottobre 2026 · 18:35 2 min di lettura

Il sindacato Anief lancia una proposta netta: ridurre di mezzo punto percentuale l'obiettivo NATO di spesa militare per liberare 11,5 miliardi l'anno da investire stabilmente in istruzione, università, Afam e ricerca. La richiesta punta a modificare l'impegno assunto al vertice dell'Aia del 25 giugno 2025, che fissa al 5% del Pil la soglia da raggiungere entro il 2035 (3,5% per la difesa militare e 1,5% per sicurezza e infrastrutture). Anief chiede di portare la quota militare al 3%, lasciando invariata la componente dell'1,5%.

Quanto vale lo 0,5% del Pil

Su un Pil stimato intorno ai 2.300 miliardi di euro, lo 0,5% corrisponde a 11,5 miliardi annui.

«Chiediamo di destinare il mezzo punto di Pil così riallocato a un investimento pubblico aggiuntivo e permanente in istruzione e ricerca, con priorità al recupero delle retribuzioni del personale scolastico e alla qualità del servizio educativo»,

dichiara Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief.

Le condizioni: risorse aggiuntive e criterio territoriale

Il sindacato sottolinea che i finanziamenti devono essere realmente aggiuntivi e non sostituire le somme già previste per i rinnovi contrattuali. La distribuzione dovrà tenere conto dei fabbisogni dei territori, dello stato degli edifici, della dispersione scolastica e dello svantaggio socioeconomico, con attenzione specifica al Mezzogiorno, alla Puglia e alle aree interne.

Una piattaforma da discutere

La proposta è al momento una piattaforma sindacale da sottoporre agli organi competenti di Anief. La sua attuazione richiederebbe una revisione concordata dell'impegno NATO e degli obiettivi di capacità militare, con un'iniziativa del governo italiano capace di coinvolgere gli altri Stati alleati. Il confronto, però, è aperto: decidere dove destinare mezzo punto di Pil significa scegliere quale idea di sicurezza e di sviluppo consegnare alle prossime generazioni.

Tags: sindacati stipendio ministero istruzione
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