Tende e spesa vuota sotto i palazzi del lusso: la protesta degli studenti contro il carovita a Milano
Questa mattina, lunedì 12 ottobre, gli studenti dell'Unione universitaria Milano (Udu) hanno inscenato una protesta alla Biblioteca degli Alberi (BAM) per denunciare il caro-vita che rende impossibile studiare e vivere nel capoluogo lombardo. Una mobilitazione simbolica fatta di tende da campeggio e buste della spesa lasciate vuote ai piedi dei palazzi di lusso, a due passi dal Bosco Verticale e dalla sede di Coima.
«Una generazione al palo»: casa, trasporti e borse di studio
«Siamo una generazione al palo: senza casa, senza diritto allo studio, senza lavoro e senza futuro», dichiarano i rappresentanti Udu in un video girato durante il presidio. Il mirino è puntato su tre fronti principali: il mercato immobiliare, il trasporto pubblico e il finanziamento delle borse di studio.
Il nodo abitativo e il caso Coima
Gli studenti contestano esplicitamente Coima, la società immobiliare di Manfredi Catella che gestisce numerosi studentati in città, incluso il Villaggio Olimpico. Secondo l'Udu, Coima «ha preso soldi pubblici del Pnrr» per la costruzione del Villaggio, ma le stanze assegnate tramite il diritto allo studio regionale (DSU) sarebbero «solamente il 12% del totale» e garantite a canone zero «solamente per tre anni». Per il resto dell'offerta, denunciano, si arriverebbe a chiedere «mille euro per una stanza».
Trasporti: 118 euro al mese per un servizio «scadente»
Sul fronte della mobilità, la protesta segnala che gli studenti pagano 118 euro al mese per abbonamenti ferroviari che offrono un servizio definito «scadente»: treni in ritardo, corse cancellate, frequenze scarse e orari non coordinati con le esigenze di studio e lavoro. La stazione di Garibaldi, a pochi metri dal presidio, è il simbolo di questo disagio quotidiano.
Borse di studio: mancano 23 milioni
Infine, il tema del diritto allo studio. La Regione Lombardia, sostengono i manifestanti, lascia scoperti gli «idonei i non beneficiari». Per coprire il fabbisogno servirebbero «almeno 23 milioni» che, «se siamo fortunati, li mette l'università dai propri bilanci togliendoli a didattica e ricerca».
Fonte: MilanoToday




