Apre nel centro storico di Potenza una nuova residenza universitaria con 44 posti letto complessivi, di cui 35 riservati agli studenti idonei nelle graduatorie dell'Agenzia regionale per il Diritto allo Studio universitario della Basilicata (Ardsu). La struttura, denominata «San Carlo Acutis - Ostello della Musica», è stata inaugurata questa mattina, come riferito dall'agenzia ANSA.

La struttura e la convenzione con l'Ardsu

L'immobile nasce dal recupero integrale dell'ex sede vescovile ed è il risultato della collaborazione tra il Comune di Potenza e l'Arcidiocesi di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo, che ha contribuito all'intervento con fondi propri. Dei 44 posti letto allestiti, la quota prevalente di 35 alloggi è vincolata all'assegnazione per merito e reddito attraverso i bandi dell'Ardsu Basilicata.

Oltre all'accoglienza residenziale per gli iscritti all'ateneo lucano, gli spazi sono stati progettati per supportare le attività didattiche e formative di chi frequenta il Conservatorio statale.

  • uno studio di registrazione;
  • laboratori artistici dedicati;
  • un auditorium per eventi e iniziative culturali.

Il progetto e gli spazi per i giovani

L'intervento affonda le radici nel percorso avviato con l'Accordo di Programma Quadro regionale stipulato nel 2008 e riprogrammato nel 2011, legato alla rete promossa a livello nazionale dal Dipartimento delle Politiche giovanili per il riuso di edifici storici in disuso. Nel 2014 la Curia aveva destinato i locali dell'ex Seminario Vescovile adiacente alla Cattedrale a progetti di accoglienza, mobilità e produzione multimediale.

Come chiarito dalla stessa Curia, il doppio titolo della struttura riassume l'obiettivo di unire l'ospitalità temporanea alla permanenza stabile degli universitari: «L'Osthello apre la porta a chi è di passaggio; lo studentato accoglie chi resta per costruire il proprio futuro. La musica e lo studio sono i due linguaggi con cui questa casa parla ai ragazzi».

Alla cerimonia è intervenuto l'arcivescovo metropolita, monsignor Davide Carbonaro, che ha sottolineato il valore comunitario dell'apertura: «Si aprono porte, i giovani accolti dentro strutture ecclesiastiche non rappresenta una novità per la Chiesa dalle porte aperte. In un vecchio seminario, dove si formavano i preti noi vogliamo formare dei cuori».