Dal prossimo anno scolastico il melodramma farà il suo ingresso ufficiale nei programmi di letteratura italiana dei licei, affiancando autori come Manzoni e Leopardi. L'annuncio è arrivato dal ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara durante un incontro al Teatro alla Scala di Milano con gli studenti di tre istituti cittadini — il Tito Livio, il Virgilio e il San Carlo — come racconta open.online.

Una "piccola rivoluzione" senza nuovi costi

Per Valditara si tratta di una «piccola rivoluzione» che riconosce all'opera lirica il posto che merita nella storia della letteratura e nella costruzione dell'identità nazionale. Il genere, ha spiegato il ministro, sarebbe rimasto fuori dai programmi per un secolo a causa di uno «snobismo» che lo considerava troppo popolare per stare accanto ai grandi classici.

La novità non comporterà nessun nuovo insegnante, nessun corso di formazione e nessun finanziamento aggiuntivo. A occuparsene saranno gli stessi docenti di italiano: «Non dobbiamo immaginare che un docente di lettere non conosca il Nabucco», ha osservato Valditara.

Il parallelo Leopardi-Verdi e il legame con Manzoni

Per spiegare la scelta, il ministro ha evocato un confronto diretto: «Il cittadino comune non declamava l'Infinito di Leopardi ma cantava il Va', pensiero». Accanto a lui, il sovrintendente della Scala Fortunato Ortombina ha ricordato il legame tra Verdi e Manzoni e il ruolo di figure come Arturo Toscanini, definendo opere come La forza del destino, Don Carlo e Simon Boccanegra «non meno di romanzi» per valore letterario.

Maturità e scuola primaria

Interrogato sulla possibilità che Verdi compaia già nelle tracce della Maturità 2027, Valditara ha glissato con una battuta: «Se lo dicessi sarebbe uno spoiler».

Il progetto del ministero guarda anche ai gradi inferiori: la storia della musica classica entrerà nella formazione fin dalla scuola primaria, come «elemento della formazione della persona».

Foto di copertina: Ministero dell’Istruzione — CC BY 3.0 it, via Wikimedia Commons