In occasione della Festa dei nonni, che in Italia ricorre il 2 ottobre, gli alunni delle classi quarte e quinte della scuola primaria «Carducci» di Cesena hanno varcato i cancelli del Giardino Alzheimer «Eva Mameli Calvino» di via Verdi. Lo racconta CesenaToday, descrivendo un pomeriggio all'insegna della memoria, dei ricordi e dell'incontro tra generazioni diverse.
L'iniziativa nel progetto «Centriamo tutti del Quartiere»
La visita si inserisce nel progetto di comunità «Centriamo tutti del Quartiere», promosso dal Centro urbano. Ad accogliere i bambini — insieme ai ragazzi dell'Opera Don Dino — c'erano la Fondazione Maratona Alzheimer, le insegnanti, Giampiero Maldini in rappresentanza del Quartiere e le referenti dell'Associazione Culturale Genitori Scuola Carducci APS e dell'Opera Don Dino ETS.
Il primo giardino terapeutico pubblico in Italia
Il Giardino «Eva Mameli Calvino» — intitolato alla prima botanica e naturalista italiana — è il primo esempio in Italia di giardino terapeutico dedicato all'Alzheimer realizzato in uno spazio pubblico. Ideato e progettato dallo studio Mati di Pistoia, specializzato in spazi verdi terapeutici, nasce per offrire supporto concreto alle persone con demenza e alle loro famiglie, integrando i percorsi di cura con i benefici della natura e configurandosi come un hub sociale aperto alla cittadinanza.
Esplorazione sensoriale e arte condivisa
- Percorso sensoriale: guidati dalla segnaletica e dalle installazioni, bambini e ragazzi hanno esplorato il giardino attraverso olfatto, tatto, vista e udito.
- Laboratorio artistico: divisi in piccoli gruppi, hanno scelto uno scorcio o un dettaglio che li aveva colpiti per «incorniciarlo» e raccontarlo con il proprio punto di vista.
La «panchina d'autore» come simbolo di dialogo
Il momento culminante è stata la decorazione collettiva di una panchina, trasformata in un'opera d'arte condivisa. Come spiegano gli educatori presenti, la panchina rappresenta un simbolo semplice ma potente di dialogo, sosta, ascolto e incontro: un luogo dove sedersi accanto agli altri, scambiare parole e condividere un pezzo della propria storia, ricreando quella socialità informale che un tempo animava piazze e bar.
È proprio questo il significato più profondo di una giornata come questa: creare occasioni in cui generazioni diverse possano incontrarsi, conoscersi e riconoscersi, partendo da esperienze semplici ma capaci di lasciare un segno.




