I percorsi di educazione sessuale e alla salute nelle scuole superiori trentine non si fermano. A chiarirlo è una nota ufficiale di Asuit, diffusa per rassicurare sulla continuità degli interventi nella Provincia autonoma di Trento dopo le notizie relative a una temporanea sospensione delle attività formative per definire l'applicazione delle nuove norme sul consenso dei genitori.
Il caso era emerso in seguito alle notizie diffuse sullo stop a «Conoscere il consultorio», l'iniziativa che porta le ostetriche dei consultori a confrontarsi con gli studenti. Nel corso dell'anno scolastico passato, il progetto ha visto l'adesione del 94% degli istituti superiori del territorio (54 scuole in totale) coinvolgendo 5.180 ragazze e ragazzi. La pausa si è resa necessaria per permettere ad Asuit e al Dipartimento provinciale Istruzione di stabilire i dettagli operativi per conformarsi alla normativa nazionale in materia di consenso preventivo delle famiglie.
L'adeguamento alle disposizioni sul consenso informato
Nella sua nota, Asuit evidenzia come la promozione e l'educazione alla salute rappresentino «pilastri fondamentali delle politiche di prevenzione», definendo gli incontri con gli studenti un'opportunità decisiva per trasmettere conoscenze e consapevolezza verso comportamenti responsabili.
L'Azienda sanitaria ha quindi confermato la volontà di garantire la prosecuzione dei progetti nel rispetto delle norme vigenti, incluse le indicazioni introdotte dalla cosiddetta Legge Valditara circa l'acquisizione del consenso informato preventivo in ambito scolastico. I lavori con il Dipartimento istruzione sono già stati avviati per armonizzare le procedure senza compromettere l'efficacia didattica e il contributo degli operatori sanitari.
Come precisato dall'azienda nella propria comunicazione, l'obiettivo prioritario resta quello di assicurare ai giovani interventi scientificamente qualificati, accessibili e orientati alla tutela della salute dell'intera comunità trentina.
Fonte: ANSA




